Nato in Corea del Sud nel 1940, durante l'occupazione giapponese, Kim En Joong vivrà la guerra delle due Coree, il comunismo, le privazioni. Suo padre, un calligrafo, ha cresciuto i suoi otto figli secondo la tradizione taoista.
Nel 1956, l'incontro decisivo con un insegnante di calligrafia lo orienta verso le arti grafiche, entra alla Scuola di Belle Arti di Seoul e contemporaneamente prende lezioni di francese fornite dalla missione estera. Molto rapidamente, fece la scelta deliberata di studiare la pittura occidentale e si interessò all'impressionismo, al cubismo e all'arte astratta.
Poi Kim realizza il suo sogno, va in Svizzera a studiare storia dell'arte, poi teologia e metafisica. L'incontro con i domenicani lo rafforzò nella sua vocazione e il 4 agosto 1970 Kim En Joong indossò per la prima volta l'abito bianco dei Fratelli Predicatori, quattro anni dopo avvenne la sua ordinazione sacerdotale; Gli verrà assegnato il Convento dell'Annunciazione a Parigi, che diventerà, ed è tuttora, il suo luogo di vita comunitaria e artistica.
Se aveva già esposto a Seul, durante i suoi studi alle Beaux-Arts, è alla galleria Massol, a Parigi nel 1973, che espone i suoi primi lavori in bianco e nero e che riesce negli anni a conciliare i suoi due vocazioni, incoraggiate sia dal suo Ordine che dalla critica d'arte. È chiamato “pittore del bianco” o “pittore della luce”.
1980, l'orizzonte sembra schiarirsi: il cammino di Kim varca i confini della Francia: le gallerie Pauli a Losanna, Mée a Seoul, Artes a Oslo, Kutter in Lussemburgo, Hannan Feldmann a Berna, Guillaume Daeppen a Francoforte accolgono l'uomo in bianco.
Successivamente l'artista abbandona l'acrilico per la pittura ad olio e realizza grandi formati dove i bianchi sono attenuati, dove i colori si affermano delicatamente.