Scultura in bronzo
L'artista visivo Léo Souton riattiva materiali di recupero per creare entità ibride, tra forme organiche e geometriche.
Léo Souton è nato nel 1997. Dopo aver studiato biologia e aver trascorso un anno sabbatico in Australia, si è dedicato all'architettura. Si è laureato all'ENSA Paris-Belleville nel 2024 e ora vive e lavora tra Parigi e la regione della Lozère. Ponendo l'accento sulla libertà formale, Léo Souton cerca di mettere in discussione il nostro rapporto con i materiali che utilizziamo.
Nutrito dalle sue esperienze, plasma un linguaggio scultoreo in cui si intersecano tecniche e materiali molto diversi. Da questa ricchezza emergono entità ibride dalle forme al tempo stesso geometriche e organiche, come provenienti da un'altra realtà. In reazione agli eccessi del sistema consumistico e ai suoi effetti sugli esseri viventi, Léo recupera materiali e oggetti di scarto, dando loro nuova vita in sculture: "entità" che reinventano il legame tra l'umanità e ciò che considera "il resto".
Esplorando tecniche di assemblaggio innovative, ci invita a un immaginario reinventato, offrendo una nuova forma di bellezza a elementi considerati inutilizzabili. Conferisce alle sue sculture posture che permettono loro di osservarci, di sfidarci e forse persino di sedurci. Così, ogni scultura è accompagnata da una narrazione pensata per coinvolgerci, trascendere la visione antropocentrica del mondo e offrire alla materia una possibilità di redenzione.
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