Scultura in bronzo
La finzione è al centro del lavoro di Estelle Lagarde. Dal 1996, anno del suo esordio come autore nella fotografia, la messa in scena è stata la sua materia prima, ben oltre il suo stile. Parte dalla realtà per condurci verso il sogno, l'assurdo, l'incongruo e mette in discussione la nostra condizione, la nostra intimità. Da “Lady of Dreams” a “Wild Tales”, da “Hospital” a “House of Prison”, è attraverso lo strano e l'onirico che sembra voler guardare e vivere il mondo che la circonda. Questo mondo che è anche nostro.
Estelle Lagarde gioca con il tempo e la luce. Basandosi su una pausa più o meno lunga, la tecnica dell'artista genera luci irreali, avvolgendo i personaggi in un alone misterioso e fragile. Tutte le fotografie sono scattate con la macchina fotografica, su stampe d'argento. L'incontro con un luogo è il fattore scatenante e tangibile di una costruzione visiva, di un tuffo nella finzione, e in un movimento di ritorno, di una possibile interrogazione della realtà. Il suo occhio di fotografa è anche quello di un architetto: sul campo, scoprendo edifici in procinto di essere distrutti, riabilitati e destinati a una nuova vocazione, nasce l'idea di un nuovo allestimento.
Estelle Lagarde, nata nel 1973 a Châtenay-Malabry (Hauts-de-Seine).
Avvicinamento alla fotografia e all'impegno artistico dal 1996.
Diploma di architettura nel 2000, a Parigi.
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