Alchimia del Nord
Hilde Dramstad, Emil Gustafsson, Marie Hepsø, Jorge Manilla, Jan Eric Skevik.
Runa Vethal Stølen, Reinhold Ziegler.
A cura di Camilla Luihn e Anna Talbot.
6 settembre - 7 ottobre 2018
È con grande piacere che presentiamo la mostra "Alchimia del Nord" con Hilde Dramstad, Emil Gustafsson, Marie Hepsø, Jorge Manilla, Jan Eric Wold Skevik, Runa Vethal Stølen e Reinhold Ziegler, a cura di Camilla Luihn e Anna Talbot. Sette artisti con background, età, esperienze e prospettive diverse, uniti da un interesse e una conoscenza comuni dei materiali.
L'alchimia fu il precursore medievale della chimica moderna, spesso mescolata a nozioni magiche che servivano a trasformare i metalli in oro e a produrre elisir di lunga vita in grado di rendere immortali. Sebbene l'alchimia, a un certo livello, potesse essere semplificata e riguardasse la trasformazione del piombo in oro, esisteva anche un'altra forma di alchimia: la ricerca di trasformare mentalmente l'uomo in un individuo illuminato. Nella mostra "Alchimia del Nord", la ricerca alchemica dell'oro si unisce al desiderio di luce durante il Medioevo. L'inverno norvegese stende una coltre scura sulla terra, ma nelle officine e negli studi, gli alchimisti lavorano instancabilmente con martelli e seghe. Saldano e saldano, smaltano e incidono. L'alchimista abbraccia sia l'oscurità che la luce, e unisce gli opposti in un unico oggetto. Dall'oscurità, gli oggetti emergono come il mitico oro in laboratorio. Laddove i gioielli comuni sono solitamente costituiti da metalli e pietre preziose, questi artisti cercano di donarci l'oro in uno stato metafisico, per dare spirito alla materia.
La mostra può essere vista come un commento al Medioevo nordico e allo stesso tempo fa riferimento all'alchimia storica, dove la ricerca di trasformare materiali semplici in oro funge da metafora del valore. In un'installazione spaziale, le singole opere sono integrate in un insieme chimico e creano un laboratorio mentale.
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