Laureata a Sciences Po, poi alla HEC nel giugno 2010, Nushka dipinge da più di dieci anni. Sono state il patrimonio e la cultura ad attrarla verso Science Po, mentre la gestione culturale l'ha portata a HEC. È stato insieme a tre pittori che ha imparato a dipingere e disegnare: il pittore americano Zawacky le ha insegnato per la prima volta l'arte del line art a Detroit. Maggie Siner l'ha poi accettata per insegnarle la meccanica del colore. Nushka la considera ancora il suo mentore e mantiene con lei un forte rapporto studente-maestro. Tornata a Parigi, incontra il pittore Hashpa che le insegna la sensualità della modella e la delicata arte della composizione. Ecco perché la pittura di Nushka unisce maestria tecnica e stile, con i soggetti più moderni. La sua pennellata combina armoniosamente ispirazioni americane ed europee, una dualità che è alla base dell'originalità del suo lavoro. I dipinti di Nushka considerano lo stesso soggetto in molteplici sfaccettature: bellezza iconica, idealizzata, distante e intoccabile. Nushka lavora per velarlo per mettere in discussione l'importanza del soggetto nell'esistenza della scena. Nello stesso movimento lo spettatore viene avvicinato alle pennellate dell'artista e freddamente allontanato. Nushka cerca di rivisitare la struttura della figurazione: il soggetto e la composizione sono per lei solo pretesto per una ricerca più astratta che è l'alchimia della presenza – o assenza – di sé stessi.