Hanna Sidorowicz è nata nel 1960 in Polonia. Ben presto venne accolta da personaggi influenti del mondo dell'arte come Pierre Cabanne e Cécile Debray. Nei vent'anni successivi riscuotono successo numerose mostre presso fiere d'arte contemporanea (FIAC 1990) e gallerie d'arte (Francia, USA, Regno Unito, Danimarca, ecc.). Intrecciando legami tra passato e presente, parola e immagine, astratto e reale, il lavoro di Hanna Sidorowicz è definito da opposizione e sintesi. Rende omaggio ai grandi maestri del passato (Leonardo Da Vinci o Rembrandt) e ai grandi pittori astratti di origine americana, ma rende omaggio anche alle novità, traendo ispirazione dalla spontaneità e dal dinamismo della pittura astratta impressionista. I suoi dipinti trasudano una purezza e una semplicità che nascondono un complesso processo creativo, un'evoluzione stratificata, nata dalla sovrapposizione di diverse texture, che fondono calligrafia e disegno, creando un mistero e un simbolismo che evoca riferimenti al passato e alle Scritture. Sidorowicz si interroga così sul significato del tempo, sull'importanza del passato nella creazione contemporanea e, da qualche parte nello spazio tra i due, forma il suo mondo. Le composizioni si sviluppano con questa dualità: eteree, a volte malinconiche, le figure sono giustapposte a uno sfondo di solida architettura, unendo il divino e il terreno, dando presenza all'immateriale. Questo universo sidorowicziano, popolato di angeli, volti di vecchi saggi e schizzi colorati. Ispirandosi alla pittura dei grandi maestri del XX secolo, realizza un'opera colta e raffinata, una sorta di pensiero visivo incarnato nella materialità del colore e della linea.