Scultura in bronzo
Nato nel 1970, l'artista Carlitho vive a Parigi, che ha esplorato fin da giovane, sia attraverso i suoi vagabondaggi diurni e notturni, sia attraverso i suoi spostamenti. Da Buttes-Chaumont a rue du Commerce, da quai de Jemmapes a rue Francoeur, da rue Blanche a Saint-Sulpice, conosce intimamente la città, che scorre nelle sue vene e continua ad affascinarlo con le sue strade intrecciate, le sue collinette popolari, i suoi ponti stonati. Avvocato durante l'orario di lavoro, diventa un gatto non appena si presenta l'occasione, arrampicandosi sulle impalcature, tatuando le cime dei camini con ombrelli colorati, saltando sulla pensilina urbana con una bomba in mano.
Carlitho si dedica alla fotografia da vent'anni, per catturare scene insolite o poetiche, catturando un momento di eternità, una situazione senza tempo, una sincronicità. Come se il mondo gli si presentasse con una propria volontà, in un quadro preciso, in una forma singolare, e lo invitasse a coglierne la composizione in movimento. Alternando bianco e nero e colore, rintraccia il dettaglio che darà il vero significato della fotografia o modificherà sottilmente il suo significato apparente: un lampione adagiato in cima a un tronco d'albero, un'amazzone che il controluce e lo sfondo scuro della foresta scompare ma la cui ombra è visibile sopra il cavallo, l'intersezione di due alberi che formano una tenda immaginaria sopra due bambini restituiti alla vita selvaggia o alla tenera vita dell'infanzia. Celebra la bellezza di un paesaggio e la possibilità di una presenza finalmente armoniosa nel mondo degli esseri umani.
Nel 2014 entra a far parte del collettivo di arte urbana “Le Mouvement”, fondato da Riks, Romano e Tiez. Insieme, ci invitano a fare un passo verso la celebrazione della diversità e a difendere, attraverso opere come “The Umbrellas”, la ricchezza della diversità e degli incontri. Questi collage fotografici, esposti in strada, creano un legame tra i soggetti e i passanti. Approfittando anche di scappatelle professionali, Carlitho colloca questi collage a Tokyo e New York e partecipa con il Movimento alla Fiera d'Arte Urbana (Parigi, New York) o ad operazioni all'estero
Partecipa anche alla realizzazione di opere di Romano: un affresco sulla parete del primo centro di accoglienza per profughi a Porte de la Chapelle, un ritratto di Jean Gabin con una sconosciuta in corso Harcourt a Point ephemeral, performance durante l'inaugurazione di la tramvia Power & Love di Hong Kong, affresco sulle banchine di Auxerre.
Nel 2017, ha diffuso a Parigi il suo lavoro “Make Trump Russian Again”, evocando ironicamente la genesi di questo incubo elettorale. La tecnica ibrida unisce collage e stencil in diversi formati. Se i motivi sono gli stessi (il messaggio politico), l'opera è ogni volta unica per la scelta dei colori delle scritte e dello sfondo, decisa all'ultimo momento in base al supporto urbano.
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