Scultura in bronzo
Abraham Aronovitch: una rappresentazione onirico-esistenziale
Concepisco lo specchio come un luogo di confronto radicale con il sé senza filtri, lontano dagli artifici e dalle richieste della maschera sociale.
Abraham Aronovitch: un'estetica della visione e della riflessione
L'opera di Abraham Aronovitch si inserisce in una figurazione onirico-esistenziale in cui la pittura figurativa funge da veicolo per un'esplorazione psicologica dell'intimità. Ex chirurgo oculista, l'artista sposta la sua competenza dalla visione organica all'analisi della percezione sensoriale. Questa transizione dalla scienza alla tela conferisce al suo approccio autodidatta una rara acutezza, rendendo l'atto dello sguardo il soggetto centrale della sua creazione.
Il bagno: teatro dell'intimità
Attraverso le sue composizioni, lo spazio quotidiano del bagno si trasforma in uno spazio simbolico. Lo specchio non è un accessorio, ma uno strumento di decostruzione spaziale che frammenta i corpi e ridistribuisce le prospettive. Tra sagome bluastre e riflessi fugaci, cattura quegli attimi di latenza in cui l'individuo, di fronte al proprio volto, oscilla tra il sogno ad occhi aperti e l'interrogarsi sul suo essere.
"Dietro l'ovvio": oltre le apparenze
La sua iconica serie, Behind the Obvious, esplora il dualismo tra immagine sociale e realtà mentale. Lontano da una narrazione tradizionale, Abraham Aronovitch rifiuta di imporre una storia precostituita. Le sue tele catturano stati d'animo – dubbi, aspettative, silenzi – lasciando allo spettatore completa libertà di interpretazione. Sospendendo tempo e significato, invita a un'esperienza immersiva in cui l'ambiguità visiva diventa una porta d'accesso all'identità contemporanea.
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