Scultura in bronzo
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Movimenti artistici
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Le filiations secrètes della materia
« Desidero uscire dai sentieri, ricercare l'emozione attraverso l'innovazione. »
Le sculture di Michèle Jarnoux mescolano ceramica e vetro fuso, due materiali particolarmente indomiti che richiedono competenza manuale e pazienza.
Amante della natura, i suoi lavori testimoniano la conservazione dell'ambiente e del mondo marino, restituendo alla natura il suo rilievo e le sue particolarità. È un sogno in divenire, teso dalle profondità del mare verso il cielo.
Dedita interamente alla scultura dal 201, il suo approccio artistico si fonda sulla ricerca della trasformazione della materia. Senza modello, né disegno preliminare, l'artista si lascia guidare dal suo immaginario. La forma nasce dalle sue mani. Accidente e controllo si influenzano, si rispondono e hanno senso insieme.
« Visualizzo il mio lavoro e le mie mani scolpiscono. Le mie dita sono i miei occhi »
La sua prima serie intitolata Impronte e Variazioni che elabora dal 201 al 2013 dà vita a personaggi che emergono dalla roccia, al limite dell'astrazione. Poi la sua serie Memorie del Mare illustra nel 2013 le sue ricerche sugli effetti della materia texturizzata che evocano il corallo e dell'associazione tra vetro e ceramica.
Una scoperta del 2020 nata da un fortunato caso che l'artista analizza e padroneggia da allora, riunisce al centro della scultura il vetro che mousse come la schiuma. L'effetto è particolarmente sorprendente e riuscito. Questo surgimento di una parte meravigliosa è una vera esperienza nel cuore della materia.
Michèle crea in volume il suo sentimento della natura e offre una vera visione scultorea. Pronta a sfidare gli ostacoli tecnici della materia, affronta le possibili filiazioni del vetro e della ceramica.
« I tassi di contrattilità della ceramica e del vetro sono totalmente diversi: lo smalto si ritrae. Il vetro si attacca alla ceramica, mentre l'argilla fa evaporare l'acqua e continua a ridursi fino al raffreddamento, potendo rompere la ceramica e il vetro. »
<L'opera gioca sulla percezione intima. Senso e contro senso, la trasformazione del discernimento compone l'illusione, preservando il segreto di un sofisticato processo di fabbricazione. L'approccio formale si caratterizza per una purezza del vocabolario. Evoca la fragilità e la delicatezza riavvicinandosi alla natura originaria per sentire la forza degli elementi. La trasparenza del vetro evoca l'acqua, la schiuma e la ruvidità della terra. Traslucidi, colorati, talvolta opachi, gli elementi sono lavorati nella profondità con effetti di ombra e luce.
<Una perfetta leggibilità nel montaggio della forma partecipa alla sua particolare attrazione per il movimento. Ogni pezzo adotta occasioni di mutazione. In un costante interesse per il materiale e la texture, Michèle Jarnoux è capace di dinamizzare la composizione immaginando sempre la forma animata. Le sue sculture potrebbero essere diamanti caduti dai cieli di un nuovo mondo creativo, quasi vitali.
<Caroline Canault Critica d'Arte
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