Artista italiano esplora percezione, memoria e gli strati nascosti della realtà
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Biografia
Silvio Zangarini (nato nel 1981) è un artista visivo e fotografo italiano basato a Groninghe, nei Paesi Bassi. Con una laurea in Filosofia Estetica presso l'Università di Torino, la sua pratica esplora la percezione, la memoria spaziale e la complessa profondità della realtà quotidiana.
Attraverso la fotografia stratificata, Zangarini trasforma oggetti e spazi familiari in soggetti di contemplazione, invitando gli spettatori a interrogarsi sull'atto di vedere e sui confini tra realtà e percezione. Il suo lavoro è caratterizzato da un dialogo poetico tra presenza e assenza, combinando spesso elementi visivi giocosi con un'indagine sottostante su come costruiamo la nostra comprensione del mondo.
Zangarini ha vissuto e lavorato a Torino, Aarhus e Utrecht, collaborando con istituzioni e gallerie in tutta Europa e negli Stati Uniti, inclusi Roma, Amsterdam, Copenaghen, Leeuwarden e New Orleans. Ogni città diventa una nuova lente attraverso cui esamina e riinterpreta la realtà.
Accanto alla sua pratica artistica, Zangarini lavora come fotografo architettonico ed eventi, sviluppando una pratica visiva parallela socialmente impegnata. Il suo lavoro artistico è stato esposto a livello internazionale, tra cui alla Biennale di Venezia, Fotografia Europea e al Copenhagen Photo Festival, nonché in numerose mostre individuali.
Ha partecipato a fiere d'arte importanti come Kunst RAI, PAN Amsterdam e Art Karlsruhe, lavorando con gallerie come Eduard Planting e Galerie Roos van Tudor.
Le sue mostre selezionate includono al Grachtenmuseum di Amsterdam; al Italian Embassy Art Space durante il Copenhagen Photo Festival; alla Kunsthal Aarhus; a Reggio Emilia; e all'Istituto Italiano di Cultura ad Amsterdam.
Zangarini ha anche partecipato a residenze artistiche e programmi tra cui 100x Kunst in de Akerk a Kunstpunt a Groninghe, KickstART a in4Art ad Amsterdam e la Sigrid Stue Residency alla Kunsthal Aarhus. La sua fotografia continua a esplorare lo spazio tra ciò che è visto e ciò che rimane nascosto, trasformando la realtà quotidiana in un'esperienza visiva stratificata e poetica.