Matthew Tyson è nato a Londra nel 1959. Dire che l'opera dipinta di Matthew Tyson è astratta darebbe una sintesi troppo restrittiva. Perché, sotto il suo minimalismo primario, racchiude una ricerca di colori e di opposizioni complementari che fanno un continuo andirivieni tra il riferimento alla luce che circola e fa muovere il paesaggio, e i concetti di divisione e armonia. “Il mio lavoro riguarda l’immensità della natura – scrive – così come la paura che essa comunemente genera, senza però mai costituire una minaccia. La vita e la morte sono trascinate in un vortice delirante al quale solo i dubbi vincoli del linguaggio, delle tracce e dei segni, forniscono un'ancora. Il problema riguarda sempre la rappresentazione, ad esempio, di un paesaggio troppo eccessivo per essere dipinto o disegnato nella sua infinita ricchezza di dettagli, che nemmeno la tecnologia più sofisticata può raggiungere. La luce che scende lungo il pendio di una collina e la percezione che essa genera devono essere prese in considerazione congiuntamente e simultaneamente. » Una circolazione inaspettata trova il suo posto e collega i vari elementi, forme e colori.
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