Plasmo la terra con le mie mani e il mio cuore, conserva la memoria dei miei antenati.
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Biografia
È a Bignona che Seyni lavora nella sua casa dal tetto di lamiera. Lei è la leggenda vivente del suo villaggio. Lontana dalle turpitudine della comunità, vive con la sua famiglia, lavorando costantemente da quando lei e i suoi due fratelli furono introdotti alla loro arte dagli spiriti della foresta. La sua vita e il suo lavoro sono intrisi di un misticismo inerente agli spiriti dispettosi e alle pratiche animiste che caratterizzano i villaggi africani.
Infatti, da adolescenti, tutti e tre furono rapiti dagli spiriti della foresta. Durante l'apprendimento dei misteri dell'argilla, l'intero villaggio decise di sacrificare alcuni animali per placare gli spiriti, affinché Seyni e i suoi fratelli gemelli tornassero finalmente. E così, secondo la leggenda...
Da allora Seyni ha continuato a modellare migliaia di personaggi, uomini, donne, animali di ogni tipo, dando libero sfogo alla sua fantasia, trasferendo in volumi una cosmogonia tutta sua. Le opere della piccola ceramista di Bignona si sono fatte strada. Esposto in numerosi musei d'arte moderna occidentale, presentato al Centre Pompidou nel 1989, alla Biennale di Venezia nel 2001, la notorietà del lavoro di Seyni CAMARA ha trasceso i confini. Il motivo di questo fascino transnazionale per la sua arte si spiega con quella piccola parte della mente che accomuna tutti gli uomini: la sincerità delle emozioni.
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