Keep A Breast × Bulle Derouette: l’arte al servizio di Ottobre Rosa

In occasione di Ottobre Rosa, Artsper collabora con Galerie Bessaud e Keep A Breast a un progetto con l’artista Bulle Derouette. Scopri l’artista e l’associazione dietro questo progetto e le storie che li uniscono.

Keep A Breast × Bulle Derouette: l’arte al servizio di Ottobre Rosa


1. Può raccontarci il suo percorso tra pittura e ceramica?


Bulle Derouette: Pratico la ceramica e la pittura da quando avevo 15 o 16 anni, alternando periodi in cui mi concentro maggiormente sull’una o sull’altra disciplina. Per una decina d’anni, però, mi sono dedicata completamente alla pittura a olio iperrealista. Dipingevo soprattutto ritratti, ma anche ciò che non sempre abbiamo voglia di vedere, temi che mi toccano, come la precarietà mestruale.


Il mio «periodo ceramico» è iniziato circa cinque anni fa, in occasione di una mostra in cui inizialmente avrei dovuto presentare solo dei dipinti. Ho deciso invece di realizzare alcuni piccoli seni in ceramica, in dialogo con le opere. Mi è piaciuto molto, e anche il pubblico ha apprezzato. Da quel momento ho continuato a realizzarli, poco alla volta, fino ad arrivare a crearne quasi 300 per una mostra alla Galerie Bessaud nel 2025.


Pur continuando a dedicarmi parallelamente alla pittura, queste sculture in ceramica dedicate alla femminilità e al corpo hanno assunto un ruolo sempre più importante nel mio lavoro. Si sono inoltre evolute fino a diventare una vera e propria forma di espressione, permettendomi di rappresentare oggetti o stati d’animo, come in una sorta di diario intimo.

2. Che ruolo occupa oggi l'arte nel vostro lavoro?


Keep A Breast: L'arte non è un semplice strumento di comunicazione per Keep A Breast: è alla base della nostra identità, al centro della nostra visione e il filo conduttore di tutto ciò che facciamo. Guida il nostro sviluppo, il nostro modo di pensare alla prevenzione, di affrontare i temi legati alla salute e di raggiungere pubblici molto diversi. Fin dalla nostra nascita, utilizziamo l'arte come strumento di sensibilizzazione sulla prevenzione del tumore al seno. Ogni progetto che realizziamo nasce da questa prospettiva artistica.


Mantenere questa visione artistica al centro del nostro lavoro ci spinge a restare aperti e curiosi, esplorando continuamente nuove prospettive. Grazie all'arte, possiamo affrontare temi delicati come il cancro, il rapporto con il corpo e la salute delle donne in modo accurato, accessibile e coinvolgente. L'arte ci permette di andare oltre i codici tradizionali della prevenzione sanitaria e di raggiungere le persone in modo diverso: attraverso l'emozione, l'estetica e l'incontro con un'opera. Grazie all'arte possiamo proporre qualcosa di più universale e più umano. È ciò che ci distingue e che ogni anno ci permette di raggiungere una parte delle oltre 10.000 persone che sensibilizziamo in Francia.

3. Il suo lavoro esplora il seno come motivo centrale. Come è nato questo percorso e cosa la attrae di questo soggetto?


Bulle Derouette: Sono sempre stata completamente affascinata e ossessionata dai seni, fin da quando ero molto piccola. Per raccontare un aneddoto, ricordo un episodio di sonnambulismo quando avevo sei anni, in cui mi sono ritrovata con il reggiseno di mia madre pieno di arance…


Il mio lavoro ha preso una vera e propria svolta verso temi più impegnati tra il 2012 e il 2014, dopo una sorta di rivelazione provocata dalla visione del documentario Female Pleasure di Barbara Miller. Da quel momento, non ho più voluto fare arte semplicemente per «fare qualcosa di bello», ma creare oggetti e dipinti che avessero un significato. Storicamente, nella storia dell'arte, il corpo delle donne, e in particolare il seno, è stato rappresentato quasi esclusivamente attraverso la lente del male gaze, oscillando tra idealizzazione erotica, oggetto passivo del desiderio e semplice simbolo della maternità.


Per me, in quanto artista donna, appropriarmi di questo motivo risponde a diverse esigenze: riappropriarmi della narrazione del corpo e rifiutare di essere un semplice oggetto della contemplazione artistica, per diventare invece il soggetto attivo che definisce, mostra e interpreta il proprio corpo secondo la propria verità. Il seno femminile è inoltre un territorio carico di norme sociali, sessualizzazione e pressioni estetiche. Trasformarlo in un soggetto di arte plastica permette di liberarlo da questi vincoli, sia celebrando la diversità delle forme, sia affrontando temi come la salute e la vulnerabilità.


Da un punto di vista più tecnico, realizzo le mie sculture di seni in diverse dimensioni e forme. Utilizzo diverse tecniche di smaltatura: smalti uniformi, cotture con l'oro o anche una matita a ossido per incidere in modo indelebile i nomi di donne, autrici e artiste femministe che mi ispirano. Realizzo anche pezzi «patchwork» con argille colorate e utilizzo smalti cristallini texturizzati. È incredibile quante opere diverse si possano creare partendo da una parte del corpo così «semplice» come il seno, ed è proprio questo che adoro!

4. Può raccontarci la missione di Keep A Breast? Qual è il primo ricordo dell'associazione legato all'arte?


Keep A Breast: Tutto è iniziato in California, alla fine degli anni '90, quando Shaney Jo Darden, artista della scena della street art californiana, ha perso la sua amica Margaret a causa di un tumore al seno. Questo lutto è diventato un punto di svolta: Shaney Jo si è rifiutata di lasciare che la malattia avesse l'ultima parola e ha cercato un modo per trasformare quel dolore in qualcosa di vivo e portatore di speranza.


È nata così l'idea di realizzare calchi in gesso dei busti di donne e affidarli ad artisti e artiste affinché li trasformassero in opere uniche. Ogni busto è diventato un atto di memoria, prevenzione e celebrazione del corpo femminile.


Questo gesto fondatore, nato dal lutto ma rivolto alla vita e alla solidarietà, costituisce il nostro primo ricordo legato all'arte. Per Keep A Breast, l'arte non è arrivata per accompagnare la missione: è ciò che le ha dato vita. Da allora, questa intuizione è rimasta: e se l'arte potesse cambiare il modo in cui guardiamo al tumore al seno?


5. Ha realizzato un busto che dona all'associazione. Come ha affrontato questo tema rimanendo fedele alla sua ricerca artistica?


Bulle Derouette: Nel mio lavoro ho sempre esplorato il corpo femminile, l'intimità e i seni in tutte le loro forme, siano esse simboliche o ispirate alla vita reale.


Per questo busto, volevo affrontare il tema della mastectomia senza filtri, ma mantenendo tutta la poesia e la preziosità che caratterizzano le mie ceramiche. Ho scolpito l'assenza di un seno e trasformato la cicatrice: l'ho valorizzata con l'oro, una tecnica che utilizzo spesso nelle mie cotture per impreziosire i dettagli, e l'ho delicatamente addolcita, circondandola e intrecciandola con dei nastri.


Per me, è stato un modo per utilizzare i miei codici abituali, quasi come in un diario visivo, trasformando una prova della vita e una battaglia in un'opera forte, bella e resiliente, rimanendo fedele al mio impegno nel celebrare il corpo delle donne in tutte le sue verità.

6. Come descriverebbe il vostro rapporto con la creazione e cosa guida le vostre scelte artistiche?


Keep A Breast: Per Keep A Breast, la creazione è una dinamica collettiva. Il nostro approccio artistico si basa su un principio fondatore: realizzare calchi in gesso di busti di donne e affidarli poi ad artisti e artiste che li trasformano in opere uniche. Questo processo è al centro di tutto ciò che facciamo. Crea un incontro tra un corpo, un artista e un messaggio di prevenzione.


Abbiamo la fortuna di collaborare con artisti e artiste provenienti da ambiti molto diversi: pittori, scultori, street artist, illustratori, designer… Ognuno porta la propria visione, sensibilità e il proprio universo al nostro progetto.


A guidare sempre le nostre scelte artistiche è la coerenza con la nostra missione: sensibilizzare, celebrare il corpo femminile e trasmettere un messaggio di speranza e solidarietà. Cerchiamo artisti e artiste il cui lavoro risuoni con questi valori e che desiderino mettere il proprio talento al servizio di un progetto che va oltre l'opera stessa. La diversità degli stili è essenziale: è ciò che dà ricchezza e universalità alla nostra collezione.

7. Quale messaggio desidera trasmettere al pubblico attraverso questa collaborazione durante Ottobre Rosa?


Bulle Derouette: Rappresentando la realtà della malattia e della mastectomia, e scegliendo di valorizzare la cicatrice con l'oro e i nastri, rifiuto di rinchiudere il corpo nello stigma della sofferenza. Voglio mostrare che la forza, la grazia e la bellezza risiedono anche nella trasformazione e nella ricostruzione.


Affrontare la mastectomia attraverso la ceramica significa rifiutare le imposizioni di perfezione e di uniformità dei corpi femminili. Significa affermare che ogni fase della nostra vita, ogni segno e ogni singolarità hanno il diritto di essere rappresentati, guardati e valorizzati senza vergogna né tabù.


Mettendo il mio lavoro al servizio di questa causa, desidero offrire uno spazio di empatia in cui l'intimo diventa universale. È un modo per dire a tutte le donne coinvolte che non sono sole e per trasformare una prova della vita in un forte simbolo di sostegno e umanità.

8. Quali sono i vostri progetti per i prossimi mesi?


Bulle Derouette: Vorrei far evolvere ulteriormente le mie sculture di seni, affinché raccontino storie vere, immaginando serie che parlino più profondamente dell'esistenza. Ci stiamo lavorando insieme alla Galerie Bessaud per il 2027!


Keep A Breast: La nostra ambizione per i prossimi mesi è chiara: continuare a realizzare i nostri busti artistici per arricchire questa collezione unica ed esclusiva di busti di donne, che è al centro della nostra identità. Ogni nuovo busto è una nuova voce che si aggiunge a quelle che, da oltre vent'anni, affermano che il corpo delle donne merita di essere celebrato, protetto e rispettato.


Nel corso degli anni, questa collezione, che oggi conta quasi 200 opere, racconta una storia sempre più forte: quella di una comunità di artisti e donne impegnati affinché il tumore al seno non sia più un tabù, affinché la prevenzione diventi un riflesso e affinché la solidarietà prevalga sulla malattia. Vogliamo continuare a presentare queste opere, farle viaggiare e mostrarle al maggior numero possibile di persone attraverso mostre ed eventi, in Francia e a livello internazionale. Vogliamo inoltre proseguire le nostre attività di sensibilizzazione sul territorio, che ogni anno ci permettono di raggiungere più di 10.000 persone in Francia, mantenendo sempre l'arte come uno dei principali strumenti della nostra azione.


Il tumore al seno non avrà l'ultima parola. La prevenzione, la creatività e la solidarietà continueranno a crescere, busto dopo busto, artista dopo artista.


Selezione di opere d’arte