Siamo ciò che guardiamo
Siamo ciò che guardiamo ripercorre la vita e la carriera di José Nicolas, un ex soldato divenuto fotoreporter impegnato in importanti zone di conflitto alla fine del XX secolo. Inizialmente destinato alla carriera militare, figlio di un legionario, è cresciuto tra l'Africa e la Francia prima di arruolarsi nei paracadutisti e partecipare a diverse operazioni all'estero. È stato durante queste missioni che ha scoperto la sua vocazione di fotografo, influenzato in particolare da Jacques Pavlovsky e ispirato dal lavoro di Gilles Caron.
José Nicolas ha poi cambiato carriera concentrandosi sul lavoro umanitario, unendosi a Medici del Mondo. Il suo primo lavoro sul campo come fotografo è stato in Libano, dove ha documentato la guerra civile e le sofferenze dei civili. Gravemente ferito nel 1983, è tornato come fotografo civile, con una prospettiva umana. Ha poi seguito Bernard Kouchner in Kurdistan, in Libano, tra i boat people e in vari contesti geopolitici. Entrò a far parte dell'agenzia Sipa e coprì i principali conflitti: Afghanistan, Romania, Bosnia, Ruanda, Somalia, ecc., pubblicando il suo lavoro su numerose riviste come VSD, Le Point e Le Pèlerin.
José Nicolas documentò tragedie contemporanee, come la caduta di Ceausescu, il genocidio ruandese e la Guerra del Golfo, con una sensibilità umanistica, evidenziando in particolare la sofferenza dei civili, dei bambini e dei dimenticati. La sua capacità di guadagnarsi la fiducia del personale militare
– egli stesso un ex soldato – gli permise di accedere a zone sensibili, in particolare durante l'Operazione Daguet in Iraq nel 1991. Il Ruanda del 1994 rappresentò una svolta traumatica. Ferito in un'imboscata, ossessionato dalle scene del massacro, fece un passo indietro. Intraprese una carriera fotografica più pacifica e antropologica, concentrandosi su azioni umanitarie e culture minacciate. Madagascar, Haiti e Beirut divennero i luoghi di una prospettiva più contemplativa. Nel 2019 ha fondato uno studio-galleria per condividere la sua passione. Il ritorno in Ciad ha cementato il legame tra la memoria, la dolcezza del ricordo e la luce che è alla base di ogni fotografia. José Nicolas emerge così come un testimone essenziale degli sconvolgimenti contemporanei, coniugando rigore documentario e una prospettiva profondamente umana.
Vincitore della seconda edizione della Borsa di Studio SAIF/Benoît Schaeffer, assegnata durante il festival internazionale di fotogiornalismo Visa pour l'Image di Perpignan nel 2024, José Nicolas riunisce in questo libro una selezione di immagini emblematiche di tutta la sua carriera di fotoreporter. Per arricchire il racconto e contestualizzare gli eventi trattati, José Nicolas si è affidato a Frank Tenaille, giornalista e scrittore specializzato in geopolitica, per questa pubblicazione, al fine di gettare luce storica su alcune immagini che, sebbene a volte lontane, rimangono profondamente radicate nella nostra storia contemporanea.
Leggi di più