Gli intervalli aprono spazi silenziosi dove le esperienze si depositano, invocano la trasformazione e trovano progressivamente il loro senso. È in questi intervalli che si costruisce una narrazione interiore, quella che accompagna lo sguardo e finisce per assumere la forma di un'immagine.
L'esposizione « entre temps » propone di percorrere l'opera di Michaël Serfaty a partire da questi momenti di passaggio.
Il metronomo del tempo si dispiega in essa come una successione di pagine, rivelando per contrasto i tempi visibili tanto quanto i fuori tempo che modellano in profondità una traiettoria.
Attraverso quasi cinquant'anni di creazione, si scoprono i spostamenti successivi di una scrittura fotografica attenta a restituire al più giusto un'esperienza vissuta.
Nel corso del percorso appaiono scivolamenti estetici che raccontano meno la storia di uno stile che quella di uno sguardo in trasformazione.
Alcune preoccupazioni svaniscono, altre emergono, mentre nuove forme rispondono a questa esigenza di precisione. La fotografia diventa allora il luogo di un dialogo continuo con il mondo. Ogni immagine cerca la forma capace di accogliere questo confronto con il reale.
Da una serie all'altra si disegna così la stessa attenzione: rispondere con sincerità a ciò che si presenta allo sguardo e preservarne la parte sensibile.
« entre temps » invita a seguire questa ricerca discreta, dove il passaggio del tempo illumina progressivamente i legami tra le opere e rivela la coerenza di una scrittura fotografica in movimento.
Marion Briffod, curatrice dell'esposizione
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