La Galerie Artset riunisce Roger Bissière, Louttre.B e Jean Messagier in una mostra che esplora il loro rapporto con la natura, il paesaggio e il territorio.
Gli anni Sessanta costituiscono il punto di partenza di questa mostra. Per Bissière, essi corrispondono agli ultimi anni di un lungo percorso artistico; per Louttre.B e Messagier, segnano un periodo di affermazione e nuove libertà pittoriche. Opere precedenti e successive arricchiscono questo dialogo, con particolare attenzione ai dipinti della maturità di Louttre.B.
Piuttosto che suggerire l’esistenza di uno stile comune, la mostra mette in luce una sensibilità condivisa: il paesaggio non è semplicemente un soggetto da rappresentare, ma un'esperienza vissuta, trasformata in segni, in materie, in colori e in movimenti.
Per Roger Bissière, questo legame ha radici a Boissièrette, nel Lot. La luce, gli alberi e il ritmo delle stagioni nutrono una pittura in cui il mondo visibile si trasforma progressivamente sotto l’effetto della memoria.
Il suo figlio, Louttre.B, cresce in questo stesso luogo, dove tornerà più tardi a lavorare. Tuttavia, questo ambiente condiviso dà origine a un linguaggio artistico singolare. Materie, segni, forme architettoniche e frammenti di paesaggio strutturano la sua pittura. Nelle sue opere più tardive, i colori vivaci e la libertà del gesto fanno entrare paesaggi, oggetti di tutti i giorni, vegetali e animali in un universo liberamente reinventato.
Per Jean Messagier, i paesaggi della Franche-Comté diventano una fonte di movimento e metamorfosi. Il vento, l’acqua, la neve, la vegetazione e la luce ispirano una gestualità che traduce l’energia del mondo vivente, abolendo i confini tra astrazione e figurazione.
La mostra testimonia anche i legami duraturi che la Galerie Artset mantiene con gli artisti e le loro famiglie dalla sua fondazione nel 1989. Fotografie d'archivio riprodotte nel catalogo ricordano in particolare la presenza di Louttre.B alla galleria nel 1991, accanto a Jean-Claude Hyvernaud.
Questa mostra è dedicata alla memoria di Jean-Claude Hyvernaud, padre di Antoine Hyvernaud, direttore della galleria.
Il catalogo che accompagna la mostra riunisce testi di Antoine Hyvernaud e di Romain Mathieu, nonché riproduzioni delle opere e delle fotografie d'archivio.
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