La lyre, Circa 2010
Stampe : acquatinta · 76 x 56 cm 29.9 x 22 inch
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Recensioni verificate : 9.6/10
A proposito dell'opera
Tipo
Stampe : numerata e limitata a 2 esemplari
1 esemplare disponibile
Condizione
Opera venduta in perfette condizioni, non incorniciata
Autenticità
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Fattura della galleria
Firma
Opera firmata a mano
Tecnica e supporto
acquatinta su carta
Dimensioni ( cm • inch )
76 x 56 cm 29.9 x 22 inch Altezza x Larghezza x Profondità
Venduta da
Galleria d'arte
Referenze
Venditore certificato dal 2013 • Top Seller
Descrizione
L'equilibrio fragile tra ordine e caos guida questa composizione grafica. Un triangolo nero massiccio ancora la scena. La sua geometria rigorosa contrasta con l'energia bruta dei tratti intrecciati. Queste linee si accumulano in un ammasso denso. Evocano un movimento rapido, quasi nervoso.
Lo sfondo bianco accoglie proiezioni d'inchiostro casuali. Queste macchie puntano lo spazio con precisione. In basso a sinistra, un frammento di carta ingiallita porta una dimensione temporale. Questo rettangolo testurizzato sembra essere un residuo, un documento antico integrato nella modernità del tratto.
Realizzata nel 2010, questa stampa utilizza la tecnica dell'acquaforte. Questo processo permette di ottenere superfici colorate e sfumature accentuate. Il gioco tra pieno e vuoto crea una tensione visiva costante. Lo sguardo scorre così dal blocco scuro alla leggerezza delle schizzi. L'insieme poggia su un dialogo tra la forma architettonica e il gesto spontaneo.
Presentazione
Angelo LUCCIA è nato a Firenze ad agosto 1952 sul fiume Arno, non lontano dall'attuale opera, la sua carriera rimane un mistero. Si può trovare nella sua opera parsimoniosa un gusto marcato per questa severità fiorentina, quella che colpisce quando si passa davanti agli Uffizi e si cattura quasi per caso lo sguardo di Lorenzo il Magnifico. Parla poco del suo lavoro e se lo fa, ti supplica di ascoltare le lamenti del profeta Geremia: «Jerusalem convertere ad dominum Deum tuum», il vertigine delle armoniche del principe assassino Gesualdo, la lettera amorosa del settimo libro dei madrigali di Claudio Monteverdi, o ancora i quartetti di Arnold Schoenberg o di Bela Bartok. Dice rigore, dice noncuranza, luce toscana.
Relatività, velocità della luce, «reviens soulamite», «nigra sunt sed formosa», scatti gamma, magnitudini, collassi, buchi neri, ammassi globulari, costante di Hubble, serenata per strumenti a fiato K 361.
Perdite, scritture, i collage sono una successione molto complessa di impressioni, poi di strappi; un'immagine è spesso divisa in due e poi ricomposta, metafora dell'impossibilità di essere.
1977 - Scuola di Fotografia a Roma
1980 - Primo incontro con la xilografia alla Accademia di xilografia di Venezia.
1981 - Prima mostra alla galleria Signo Grafico Venezia
1982 a 1992 - Lavora come fotografo a Bologna
1992 - Si stabilisce a Firenze
1997 - Realizzazione di una serie di xilografie negli atelier Bucciali
2000 - 25 edizioni di xilografie escono dalle presse degli atelier Bucciali
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