Ciel aux quatre lettres, 1999
Pittura : acrilico · 30 x 23 x 0.1 cm 11.8 x 9.1 x 0 inch · Pronte da appendere
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A proposito dell'opera
Tipo
Pittura : Opera d’arte unica
Condizione
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Firma
Opera firmata a mano
Dimensioni ( cm • inch )
30 x 23 x 0.1 cm 11.8 x 9.1 x 0 inch Altezza x Larghezza x Profondità
Dimensione dell'opera incorniciata
41 x 31 x 2 cm 16.1 x 12.2 x 0.8 inch
Venduta da
Galleria d'arte
Referenze
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Descrizione
Questa prima opera di Patrick Moya è caratteristica dei suoi paesaggi stilizzati costruiti con le quattro lettere del suo nome: M, O, Y e A (la A rappresenta la scala). Si distingue per la sua tavolozza di blu vibranti, che evoca un'atmosfera al tempo stesso serena e dinamica. Gli elementi in rilievo, ondulati e sinuosi aggiungono una dimensione tattile e incoraggiano l'esplorazione visiva. Al centro, la O suggerisce un punto focale misterioso, mentre la A, la scala, guida lo sguardo verso l'alto, forse a simboleggiare l'ascensione o la ricerca. Le sfumature di blu creano profondità, simulando un cielo vasto e accrescendo l'ambiguità della scena tra figurazione e lettrismo concettuale. La texture ricca e lavorata contrasta con la fluidità delle forme, stabilendo un dialogo tra il fisso e il mobile. Questa composizione invita alla contemplazione, alla ricerca di significati nascosti, offrendo al contempo un'esperienza estetica unica ed emotiva.
Presentazione
Patrick Moya è un artista contemporaneo francese nato nel 1955 a Troyes. Vive e lavora a Nizza, dove da anni '70 sviluppa un'opera originale che mescola pittura, scultura, disegno, ceramica, installazione, performance, arte digitale e creazione di universi virtuali. Formato alla Villa Arson a Nizza (1974-1977), fin dai suoi inizi si interessa alle relazioni tra l'artista, la sua identità e i nuovi mezzi di espressione legati alle tecnologie contemporanee. Il suo approccio artistico si basa su una riflessione sull'autopresentazione, sul ruolo dell'autore e sulla trasformazione dell'artista in personaggio all'interno della propria creazione.
A partire dagli anni '80, Patrick Moya sviluppa un lavoro concettuale attorno al proprio nome, integrando progressivamente le lettere « M-O-Y-A » nelle sue opere fino a far diventare la sua firma un vero e proprio linguaggio plastico. Crea poi il personaggio di « moya », un alter ego fittizio che diventa l'eroe di un universo artistico autonomo. Questa mitologia personale dà origine alla « Civilisation Moya », un mondo immaginario popolato da creature colorate, situato al confine tra arte contemporanea, cultura popolare, finzione, fumetto e tecnologie digitali. Attraverso questo universo, l'artista interroga la nozione di identità, il posto dell'artista nella società contemporanea e i nuovi territori di creazione.
Precursore dell'arte digitale e delle pratiche legate al metaverso, Patrick Moya esplora fin dagli anni 2000 le possibilità offerte dai mondi virtuali. Crea in particolare Moya Land, un ambiente artistico immersivo sviluppato nell'universo virtuale Second Life, che prolunga la sua riflessione sull'autoritratto, l'opera interattiva e la costruzione di un mondo artistico parallelo. Nel 2008, il suo lavoro è stato presentato nell'esposizione internazionale « Rinascimento Virtuale » al Museo nazionale di antropologia ed etnologia di Firenze, dedicata alle nuove forme di creazione virtuale.
La pratica di Patrick Moya si caratterizza per una grande diversità di tecniche: pittura acrilica, scultura, affresco monumentale, ceramica, fotografia, video, modellazione 3D, installazione immersiva e performance artistica. Il suo universo visivo, riconoscibile dai colori vivaci, dai personaggi ibridi e dall'estetica vicina al pop art, alla cultura geek e all'illustrazione contemporanea, si inserisce in una riflessione sui legami tra arte tradizionale e innovazione tecnologica. Le sue performance di live painting e le sue creazioni monumentali partecipano anche al rinnovamento delle forme dell'arte urbana contemporanea.
Patrick Moya ha presentato il suo lavoro in numerose mostre personali e collettive in Francia e all'estero. Tra le sue mostre principali figurano « Les Caprices de Moya » alla Galerie municipale des Ponchettes a Nizza (1987), « The Sculpture Exhibition of Moya » al Kaohsiung Museum of Fine Arts a Taiwan (1995), « MOYA-MOYA » al MAMAC – Musée d'art moderne et d'art contemporain di Nizza (1996), « L'Arsenal de Moya » a Metz (2003), « L'Arche de Moya » alla Grande Arche de La Défense a Parigi (2006), « La Civilisation Moya » al Centre d'art La Malmaison a Cannes (2011), « Moya in the Classics » al Radium Art Center di Busan in Corea del Sud (2013), « Moya Circus » al Museo d'Arte Contemporanea MAC 3 di Caserta in Italia (2015), « Moya Royal Transmedia » alla Reggia di Caserta (2019) e « La Collection Moya » al Musée Masséna a Nizza (2020).
Artista multidisciplinare riconosciuto per il suo approccio innovativo, Patrick Moya occupa un posto singolare nell'arte contemporanea francese. La sua opera associa figurazione contemporanea, immaginario fantastico, pittura pop, creazione digitale, mondi virtuali e autoficzione artistica. Sviluppando una mitologia personale che attraversa i supporti fisici e digitali, interroga i confini tra reale e virtuale, tra creatore e creazione, e propone una visione originale dell'artista nell'era digitale.
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