Il pennello digitale e i pixel audaci sono gli strumenti di Olivier per trasformare i dipinti che fotografa durante i suoi viaggi. Riscrive poi le storie vere di dipinti falsi, creati, a loro tempo, da veri artisti. Mette in discussione il nostro rapporto feticistico con i capolavori, sfida il potere dell'etichetta e gioca su una questione quanto mai attuale: cosa costituisce l'autorità? "Il falso è di più! Un Rolex falso che sembra vero? Non mi interessa, preferisco i motorini Solex e le moto Relax!". La sua anticonformista storia dell'arte costruisce ponti con il mondo contemporaneo, usando anacronismi e assurdità. Con la mostra di Monsieur Dupont, la Galerie Gaïa ha scelto di ospitare un artista singolare al crocevia tra fotografia, graphic design e illusione. Crea una circolazione parallela di immagini, elaborando una conoscenza che non è necessario possedere per cogliere l'allusione che ci rivolge. Dietro il "mercante d'arte" si cela un artigiano dell'immagine: Olivier Dupont-Delestraint sceglie opere classiche, a volte poco conosciute, che diventano il terreno fertile per un gioco sottile, un invito a provare piacere nel dubitare di ciò che crediamo falso.
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