Etude Du Corps Humain D'après Ingres, 1984
Stampe : litografia, incisione · 88 x 60.5 x 0.1 cm 34.6 x 23.8 x 0 inch · Pronte da appendere
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A proposito dell'opera
Tipo
Stampe : numerata e limitata a 180 esemplari
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Firma
Opera firmata a mano
Tecnica e supporto
Dimensioni ( cm • inch )
88 x 60.5 x 0.1 cm 34.6 x 23.8 x 0 inch Altezza x Larghezza x Profondità
Dimensione dell'opera incorniciata
90 x 64 x 1 cm 35.4 x 25.2 x 0.4 inch
Venduta da
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Referenze
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Descrizione
Presentazione
Francis Bacon è nato nel 1909 a Dublino, in Irlanda, da una famiglia inglese.
Morì nel 1992 a Madrid.
Rifiutando l'astrazione, nel momento in cui trionfava, Francis Bacon ruppe altrettanto radicalmente con la tradizione figurativa occidentale trasponendo la sua ossessione per il corpo umano in visioni che sono l'espressione di forze vitali invisibili.
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Francis Bacon, nato in Irlanda, ha genitori inglesi. Scoprì la sua omosessualità a 15 anni e, a 16 anni, andò a vivere da solo a Londra. Negli anni 1926-1928 soggiornò a Berlino, dove ebbe la rivelazione dell'espressionismo, e a Parigi, dove la mostra di Picasso a cui visitò scatenò in lui uno shock estetico. Ritornato a Londra nel 1929, lavorò prima come decoratore d'interni, poi iniziò a dipingere (acquerelli, oli). Nel 1933 passa al grande formato affrontando il tema della Crocifissione, che rimarrà centrale nella sua opera, allontanandosi dai canoni della pittura religiosa. Tuttavia, distrusse la maggior parte del suo lavoro: nel 1944 rimasero solo una decina di dipinti. I Tre studi di figure ai piedi di una crocifissione, esposti a Londra nel 1945 (e ora conservati alla Tate Modern), lanciarono definitivamente la sua carriera di pittore straordinario.
Relativamente segnato dal suo esordio con il surrealismo (Pittura, 1946), Bacon diventa allora una figura indipendente nella pittura contemporanea; lui stesso dichiara di lavorare “fuori dalla tradizione”. La maggior parte dei suoi dipinti rappresentano personaggi isolati, raggruppati a due, o più raramente a tre, immobili o in movimento, talvolta rinchiusi in una gabbia o associati a carcasse. Spesso come punto di partenza serve un tema iconografico preesistente: il ritratto della corazzata "Potemkin" di Papa Innocenzo Eisenstein (1957), o la foto, tratta da un giornale, di un politico che gesticola.
Molto ispirato Attraverso la tecnica cinematografica, basata sul taglio, Bacon utilizza per i propri scopi anche processi plastici ed emotivi dell'estetica contemporanea, dall'espressionismo all'arte minimale. Ma la parte essenziale del suo contributo consiste in un'originale interpretazione del corpo e del volto umano, reso in atteggiamenti compatti ma vivaci, oppure in espressioni smunte ma di “lampante verità” per usare un'espressione di Michel Leiris. Il pennello, sempre flessibile, sferza un colore mat e leggermente granuloso, dalle sfumature cangianti e acide. I personaggi di Bacon, sull'orlo della disintegrazione o della deformazione come sotto l'effetto di un fenomeno ottico, sono paradossalmente dipinti in posture quotidiane: seduti, sdraiati, sguazzando, dormendo o facendo l'amore, e persino defecando (Due figure nell'erba, 1954) . Un'analogia di atteggiamenti e situazioni avvicina l'uomo agli animali, in particolare ai cani o più spesso alle scimmie (Chimpanzee, 1955).
Installato nel suo studio permanente londinese nel 1961, Bacon esplora il volto umano, sia attraverso lavorando ad un autoritratto, oppure prendendo come modelli i suoi compagni (Ritratto di George Dyer Talking, 1966), o ancora ispirandosi a fotografie di artisti rinomati; si abbandona poi a sorprendenti variazioni tra il gioco dei colori e quello delle espressioni. Cercando di colpire lo spettatore nel suo io più profondo, il lavoro di Bacon sarà descritto come "esistenzialista" nella misura in cui l'individuo è catturato nel cuore del suo isolamento (in una stanza, in un letto o in uno spazio quasi totalmente astratto), che è accentuato dalla frequente presentazione in trittico, i cui personaggi giustapposti difficilmente comunicano (Studi del corpo umano, 1970; Corpo in movimento, 1976). Il suo ultimo stile è decisamente raffinato (Blood on the Floor, 1986). L'opera di Francis Bacon si svolge in grandi trittici che raffigurano la sua vita, i suoi amici, la sua ammirazione per Velázquez, van Gogh o Picasso, o attraverso ritratti torturati, come piegati nella trama della tela, dei suoi amici Michel Leiris, Mick Jagger, ecc.
Asmatico fin dall'infanzia, Bacon morì di polmonite durante un soggiorno a Madrid. Vediamo in lui il pittore che ha esteso con maggiore originalità le intuizioni pittoriche di Van Gogh sul colore. Negli anni Cinquanta e Sessanta la sua influenza si esercitò principalmente in Gran Bretagna, dove gli viene attribuita la paternità della pop art (Hockney), poi in Italia e infine sugli sviluppi successivi della figurazione libera.
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