Vitrail I, 2025
Pittura : olio, acrilico, Inchiostro cinese · 45 x 44 x 1 cm 17.7 x 17.3 x 0.4 inch · Pronte da appendere
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Recensioni verificate : 9.6/10
A proposito dell'opera
Tipo
Pittura : Opera d’arte unica
Condizione
Opera venduta in perfette condizioni, incorniciata, pronta da appendere
Autenticità
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Fattura della galleria
Firma
Opera firmata a mano
Tecnica e supporto
olio , acrilico , Inchiostro cinese su carta
Dimensioni ( cm • inch )
45 x 44 x 1 cm 17.7 x 17.3 x 0.4 inch Altezza x Larghezza x Profondità
Dimensione dell'opera incorniciata
47 x 45 x 4 cm 18.5 x 17.7 x 1.6 inch
Venduta da
Galleria d'arte
Referenze
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Descrizione
Una tecnica in continua metamorfosi: tra respiro, materia e memoria.
I dipinti di Cécile Girard sono il frutto di un lungo viaggio tra la civiltà asiatica e quella occidentale, tra competenza tecnica e ascolto del respiro interiore.
Fin dai suoi primi soggiorni in Cina a metà degli anni Novanta, e in particolare nella provincia di Anhui, ha scoperto la carta di riso Xuan, che ha scelto molto presto di utilizzare nella sua forma artigianale tradizionale, realizzata su misura secondo i procedimenti ancestrali.
Molto rapidamente, questo supporto diventa molto più di un semplice sfondo. Impastandolo, accartocciandolo, addensandolo, gli conferisce una nuova vita organica: densa, strutturata, tridimensionale e tuttavia flessibile. Attraverso un trattamento audace, fonde inchiostro di china, acrilico e olio, creando effetti di trasparenza e opacità che sono allo stesso tempo ricchi e delicati.
Le sue opere trovano ispirazione nei pittogrammi Naxi della cultura Dongba, incontrati durante un soggiorno decisivo nello Yunnan, ma anche negli antichi caratteri cinesi. Questo vocabolario simbolico attraversa le sue serie come un ricordo sepolto, una scrittura antica reinventata. La scelta dei colori - blu intenso, verdi minerali, arancioni bruciati - evoca i paesaggi di questa regione della Cina meridionale, e la sua tecnica è in linea con lo spirito della pittura policroma di Zhongcai, pur consentendo rotture del tutto contemporanee.
L'approccio calligrafico è onnipresente: il gesto e il contorno hanno un'intensità espressiva. Riprendono i fondamenti del Gufa Yongbi (l'arte di usare il pennello con struttura e forza), ma li liberano in un linguaggio plastico occidentale. Le planimetrie, gli allestimenti, le dinamiche dello spazio si ispirano alla pittura paesaggistica cinese, ma anche ai principi compositivi delle vetrate artistiche italiane, in un dialogo inaspettato tra partizioni luminose e aperture poetiche.
Come sottolinea la Dott.ssa Ma Lin, le opere di Cécile Girard immergono la mente in un tempo ancestrale attraverso le loro texture di ardesia e i loro pittogrammi. Portano con sé la traccia del primitivismo come ricerca spirituale, alla maniera dei grandi movimenti modernisti che, dopo il postimpressionismo o il cubismo, hanno messo in discussione le origini del linguaggio pittorico.
Nelle sue opere più recenti, Cécile Girard esplora un nuovo formato: il rotolo verticale, ricollegandosi così allo spirito letterato e nomade della pittura cinese. Applica lo stesso approccio trasversale: diversi tipi di carta di riso, sempre lavorati in profondità (pieghe, strati, materia), dove il paesaggio cinese è reinterpretato con un pennello da calligrafia, a volte intinto nell'inchiostro, a volte nell'olio o nell'acrilico.
Queste opere monocrome – marroni nebbiosi, blu minerali – combinano trasparenza e densità, in un'astrazione sempre più meditativa. Dialogano con l'eredità dei pittori letterari cinesi, di cui Cécile ha assimilato la filosofia dello spazio e del respiro: il paesaggio diventa interiorità, la linea diventa memoria, la materia diventa traccia del vivente. Come scrive il critico Gu Jiajun, il suo lavoro va oltre le semplici tecniche pittoriche. Offre uno spazio per la trasformazione moderna della pittura cinese, dove fiorisce una specifica spiritualità plastica: un'astrazione che è allo stesso tempo radicata e aperta al mondo.
Presentazione
Cécile Girard è un'artista francese nata a Parigi. Attualmente risiede tra Francia e Cina. Con sede a Shanghai dal 2009 per insegnare belle arti, lavora sulla sua tecnica dell'inchiostro con pittori cinesi contemporanei e tradizionali, che arricchisce le sue opere.
Ha scoperto la pittura tradizionale negli anni '90 quando ha studiato calligrafia all'Accademia Centrale Cinese di Belle Arti di Pechino dopo aver studiato pittura e storia dell'arte a Parigi, alla scuola Martenot poi alla scuola del Louvre e alla Sorbona.
Pittrice e insegnante a Shanghai, il suo laboratorio d'arte per studenti cinesi e stranieri di tutte le età le permette di esporre regolarmente in Cina e Francia.
Nel 2005, Cécile è stata selezionata per la Croce Francia-Cina 2003-2005 e ha presentato una mostra personale delle sue opere al Museo d'Arte di Pechino.
Tra il 2012 e il 2015 ha collaborato con il Padiglione Cina di Shanghai e con l'Università di Shanghai, tenendo conferenze e pubblicazioni presso la Shanghai Normal University.
Nel 2014 ha partecipato a due mostre, allo Shanghai Mint Museum e ad una mostra collettiva - con artisti cinesi - in Francia e Cina, celebrando il cinquantesimo anniversario delle relazioni tra i due paesi.
Le sue opere sono presenti nelle collezioni permanenti del Museo d'Arte di Pechino e del Museo d'Arte Moderna Duolun di Shanghai.
Dal 2012 è stata coinvolta anche in mostre personali e collettive con rinomate istituzioni cinesi, come l'Accademia Centrale di Belle Arti della Cina e l'Accademia di Belle Arti di Xi'an.
Nel 2016 ha tenuto una mostra collettiva, "Ross Lewis e Cécile Girard in Conversation", e una mostra collettiva presso la ArtCN Gallery di Shanghai.
Dal 2019, infine, collabora con la Galerie Xixi in Cina e dal 2022 con la Galerie Feng Shang in Francia.
La mostra “Paesaggi della Cina” celebra il 60° anniversario dell’instaurazione delle relazioni diplomatiche tra Francia e Cina nel 2024.
I dipinti di Cécile Girard sono il risultato di viaggi e incontri tra la civiltà asiatica e quella occidentale.
Dopo un viaggio in Cina, nella provincia dell'Anhui, Cécile ha deciso di utilizzare una speciale carta di riso locale Xuan, realizzata su misura e secondo la tradizione del
Grandi Maestri. Impastando, accartocciando e ispessendo la carta di riso, le ha dato nuova vita con una forma densa, strutturata, dimensionale e allo stesso tempo flessibile.
La sua tecnica di lavorazione combina inchiostro cinese, acrilici e olio in colori brillanti e profondi producendo un ricco tocco artistico.
Le ispirazioni alla base di queste opere sono tratte dai caratteri cinesi primitivi e dall'uso di pittogrammi della minoranza Naxi della cultura Dongba. La scelta delle tonalità, blu-verdi e rossi-arancio, provengono dai paesaggi dello Yunnan con l'utilizzo della tecnica Zhongcai Hua o pittura a colori densi. L'accento è posto sui contorni alla maniera della calligrafia cinese e sul prestito di elementi costitutivi del paesaggio cinese. La divisione dello spazio si ispira al principio utilizzato negli antichi claustra cinesi, principi convergenti con quelli del trattamento della luce nell'arte italiana delle vetrate.
Cécile Girard crea il proprio vocabolario pittorico, una fusione di immagini che esprimono emozioni e riflessioni utilizzando vari elementi e simboli dell'antica Cina e dell'estetica occidentale.
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