Taco Gato, 2022
Pittura : collage, media misti · 100 x 70 x 1 cm 39.4 x 27.6 x 0.4 inch
Autenticità garantita
Venduta con certificato di autenticità dell'artista
Fattura della galleria Per saperne di più
Pagamento sicuro • Carta bancaria, Amex, PayPal...
- Carte bancarie (Visa, Mastercard)
- American Express
- PayPal
- Bonifico bancario
- Carta regalo
- Apple Pay / Google Pay
Tutti i pagamenti sono protetti da una convalida 3D Secure per garantire la protezione dei Suoi dati riservati.
Recensioni verificate : 9.6/10
A proposito dell'opera
Tipo
Pittura : Opera d’arte unica
Condizione
Opera venduta in perfette condizioni, non incorniciata
Autenticità
Venduta con certificato di autenticità dell'artista
Fattura della galleria
Firma
Opera firmata a mano
Tecnica e supporto
Dimensioni ( cm • inch )
100 x 70 x 1 cm 39.4 x 27.6 x 0.4 inch Altezza x Larghezza x Profondità
Venduta da
Galleria d'arte
Referenze
Venditore certificato dal 2023 • Top Seller
Descrizione
Taco Gato obra de Zeta Yeyati, un'opera che risveglia il gioco visivo e la memoria emotiva
Taco Gato obra de Zeta Yeyati si presenta come un'opera giocosa e profondamente simbolica, in cui l'immagine del gatto diventa un nucleo narrativo che lega gesti, ricordi e immaginari intimi. Quest'opera a tecnica mista su carta (acrilico, stencil e collage), di 70x100 cm, si distingue per la sua composizione ornamentale e armoniosa. Macchie di vernice, linee grafiche e superfici materiche si fondono per costruire una scena espressiva. La figura felina, disegnata con poche linee e uno sguardo suggestivo, è al centro della scena come personaggio ricorrente nella narrazione visiva di Yeyati. Più che un riferimento a un gioco d'infanzia, "Taco Gato" diventa un gesto poetico, un invito a una narrazione stravagante intrisa di nostalgia e magia.
Radicata a un approccio etico all'arte, l'opera di Zeta Yeyati riflette una filosofia vitale basata sul riciclo e sulla trasformazione poetica dei materiali di scarto. L'artista si oppone al consumismo e abbraccia il riutilizzo di oggetti come legno, metallo e oggetti di uso quotidiano ricchi di storia, donando loro nuova vita attraverso l'arte. In Taco Gato, questa filosofia è resa tangibile attraverso l'uso di tecniche miste, dando vita a una superficie vibrante, ricca di significato e memoria. La tavolozza dei colori – giallo, nero, rosso e blu – esalta il carattere dinamico della scena senza perdere la quieta intimità di un linguaggio visivo unico e riconoscibile.
Dal suono alla superficie, un percorso creativo nato dal gioco e dall'infanzia
Zeta Yeyati, artista visiva argentina, trasforma gli scarti in immagini poetiche. Sebbene molti lo riconoscano come musicista, il suo percorso artistico è iniziato durante l'infanzia, attraverso il disegno e la sperimentazione ludica. Il suo lavoro collega mondi diversi: la strada e lo studio, il linguaggio e l'immagine, l'oggetto dimenticato e l'opera d'arte.
La libertà come metodo in Taco Gato obra de Zeta Yeyati
Il processo creativo di Yeyati è allo stesso tempo autodidatta e intuitivo. Sebbene si sia formato brevemente con artisti rinomati come Pujía, Ferrari e Aisemberg, il suo lavoro sfugge a ogni classificazione formale. In Taco Gato obra de Zeta Yeyati, questa libertà si manifesta nei materiali e nelle tecniche utilizzate. Utilizza collage, ceramica, stencil e assemblage come strumenti per dare forma alla sua singolare voce artistica. Le sue figure, emblematiche e minimali, abitano scene che invitano lo spettatore a sognare e ricordare. L'opera risuona di umorismo e malinconia, creando un universo visivo tanto onesto quanto fantasioso.
Un'opera che gioca con il personale e l'universale
Oltre alle sue qualità estetiche, Taco Gato obra de Zeta Yeyati offre un'esperienza emotiva. Invita lo spettatore a fermarsi e a scoprire una narrazione stratificata all'interno di ciò che è apparentemente semplice. La tecnica diventa linguaggio emozionale, dove texture, macchie e colori parlano di uno sguardo radicato nella meraviglia e nella memoria. Quest'opera non è pensata solo per essere vista, ma anche per essere sentita. Con i suoi riferimenti giocosi, la gestualità contenuta e la narrazione visiva suggestiva, l'opera mette in luce la capacità dell'arte di trasformare l'ordinario in qualcosa di significativo, incantevole e profondamente umano.
Presentazione
Zeta Yeyati (Burzaco, 1965) è un artista visivo che ha trasformato il riciclo in un linguaggio poetico e la materia dimenticata in un atto di riscatto estetico. Sebbene il pubblico lo abbia conosciuto come musicista in progetti come Los Intocables, La Mississippi o Babel Orkesta, le sue vere radici creative affondano nelle arti visive. L'espressione visiva è stato il suo primo terreno. Prima degli accordi, il disegno. Prima dei palchi, tronchi d'albero intrecciati.
Autodidatta inquieto e sensibile, Yeyati ha frequentato workshop con figure come Antonio Pujía, León Ferrari e Diana Aisemberg, ma il suo lavoro non segue alcuna scuola formale. Si muove liberamente tra ceramica, collage, stencil e assemblaggio. La sua estetica si nutre di ciò che altri scartano: manifesti stradali, scarti di ferro, gambe di mobili, bronzi e legno invecchiato. Un cassonetto è stato il suo primo museo. Poi sono arrivati i mercatini delle pulci, dove continua a collezionare resti per i suoi pezzi unici.
Nelle sue opere, cani, uccelli, musicisti, regine, cavalli e maghi coesistono, come se ogni figura emergesse da una storia più antica dell'oggetto stesso. Il suo repertorio è popolato di personaggi che emergono dal collage con la forza di un sogno lucido. Non cerca di imitare la realtà, ma di reincarnarne frammenti. Come ha descritto il curatore Rodrigo Alonso, la sua arte è una "filosofia vitale", un gesto che sfida il consumismo e abbraccia la possibilità di far rivivere ciò che è dimenticato.
Il colore, presente con sorprendente intensità nelle sue opere recenti, è arrivato attraverso un cambiamento interiore: l'incontro con Milo Lockett, che ha ridefinito non solo la sua tavolozza, ma anche il suo modo di condividere il suo universo. Da allora, l'opera di Yeyati pulsa di un'energia più giocosa, senza perdere la sua profondità simbolica.
Yeyati non si limita a creare immagini: costruisce un'archeologia emozionale a partire dai resti della vita quotidiana. Ogni opera è una storia fatta di tempo, memoria e scarti; un atto di salvataggio che restituisce umanità alla materia. Da quel gesto – profondamente plastico e profondamente umano – la sua arte parla a chi è disposto a guardare oltre la superficie.
Recensioni dei nostri clienti
Tutte le nostre recensioni provengono da Recensioni verificate
Ti potrebbe piacere anche
Victor Sheleg
Pittura . 120 x 80 x 2.5 cm Pittura . 47.2 x 31.5 x 1 inch
9.500 €
Igor Bleischwitz
Pittura . 70 x 50 x 2 cm Pittura . 27.6 x 19.7 x 0.8 inch
2.500 €
Djénina Hagenburger
Pittura . 120 x 60 x 1.8 cm Pittura . 47.2 x 23.6 x 0.7 inch
3.000 €