Gato Pop, 2025
Pittura : collage, media misti · 72 x 50 x 1 cm 28.3 x 19.7 x 0.4 inch
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A proposito dell'opera
Tipo
Pittura : Opera d’arte unica
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Opera firmata a mano
Tecnica e supporto
Dimensioni ( cm • inch )
72 x 50 x 1 cm 28.3 x 19.7 x 0.4 inch Altezza x Larghezza x Profondità
Venduta da
Galleria d'arte
Referenze
Venditore certificato dal 2023 • Top Seller
Descrizione
Gato Pop obra di Zeta Yeyati emerge come una dichiarazione visiva in cui umorismo, sensibilità urbana e vicinanza emotiva si intersecano in una composizione piena di vitalità. Al centro si erge un gatto reso con sicurezza e calore, un punto focale inconfondibile che cattura l'attenzione. Questo Gato Pop trascende la sua forma animale per diventare un emblema del quotidiano, trasformato attraverso la visione distintiva dell'artista. Creata su carta in formato 50x70 cm con tecniche miste come acrilico, stencil e collage, l'opera stratifica dettagli ornamentali, schizzi di pittura e piani sovrapposti per generare movimento e profondità. La gamma cromatica di rosso, giallo, bianco e nero richiama il linguaggio visivo dei fumetti e della cultura di strada, infondendo all'opera immediatezza e ritmo. Come in tutta la pratica di Yeyati, una filosofia chiara sostiene l'immagine: l'atto di convertire materiali di scarto in simboli poetici. Gato Pop obra di Zeta Yeyati riformula l'ordinario, suggerendo che ciò che un tempo era trascurato può essere rimodellato in qualcosa di visivamente ed emotivamente potente.
Primi gesti che hanno plasmato un modo di vedere singolare
Fin da piccolo, Zeta Yeyati si è confrontato con la forma e la materia attraverso una sensibilità intuitiva che si estendeva oltre l'insegnamento formale. Nato a Burzaco nel 1965, le sue prime esplorazioni creative si sono sviluppate attraverso il disegno e la lavorazione manuale del legno, molto prima che la musica entrasse nel suo universo espressivo. Oggi, la sua arte visiva rimane radicata nel riutilizzo poetico di elementi riciclati. Questa prospettiva, che scopre il valore estetico ed emotivo in ciò che è stato scartato, è essenziale per comprendere il suo lavoro. Yeyati trasforma oggetti dimenticati in storie visive che risuonano di intimità, immaginazione e profondità emotiva.
Gato Pop obra di Zeta Yeyati: un linguaggio visivo forgiato ai margini
Gato Pop obra di Zeta Yeyati riflette chiaramente il modo in cui l'artista costruisce immagini ai margini delle convenzioni. Autodidatta per convinzione e spinto dalla curiosità, Yeyati ha frequentato i laboratori di artisti come Pujía, Ferrari e Aisemberg, mantenendo al contempo una completa indipendenza creativa. Il suo processo creativo spazia liberamente tra ceramica, assemblaggio, collage e interventi grafici, lasciando che i materiali guidino la forma. In Gato Pop, resti urbani e oggetti trovati si fondono per dare forma a un personaggio definito da linee essenziali, uno sguardo espressivo e uno stile che oscilla tra estetica comica e pittura espressiva. La gestualità prevale sulla rappresentazione rigorosa e un sottile umorismo permea la scena, aprendo porte a mondi immaginari in cui fantasia e realtà coesistono. Superfici stratificate, effetti tattili e scelte cromatiche decise rivelano come l'ibridazione sia al centro dell'identità visiva di Yeyati.
Tra giocosità e riflessione, ridefinendo il familiare
Gato Pop obra de Zeta Yeyati offre più di un'immagine affascinante, la eleva a presenza simbolica. Nell'universo visivo di Yeyati, la semplicità incontra la complessità, la materia di scarto incontra il valore e l'espressione personale si interseca con l'esperienza collettiva. Quest'opera ci ricorda che l'arte può sfidare le norme, salvare il significato e proporre nuovi modi di guardare. Il gatto, fisso al centro, ricambia lo sguardo dell'osservatore con ironia e tenerezza, come a custodire una verità inespressa. Attraverso una composizione inventiva e una forte posizione etica, Zeta Yeyati trasforma ogni segno in un invito a fermarsi, immaginare e scoprire la bellezza dove altri potrebbero non pensare di guardare. È nell'equilibrio tra gioco e critica che la sua opera parla più chiaramente.
Presentazione
Zeta Yeyati (Burzaco, 1965) è un artista visivo che ha trasformato il riciclo in un linguaggio poetico e la materia dimenticata in un atto di riscatto estetico. Sebbene il pubblico lo abbia conosciuto come musicista in progetti come Los Intocables, La Mississippi o Babel Orkesta, le sue vere radici creative affondano nelle arti visive. L'espressione visiva è stato il suo primo terreno. Prima degli accordi, il disegno. Prima dei palchi, tronchi d'albero intrecciati.
Autodidatta inquieto e sensibile, Yeyati ha frequentato workshop con figure come Antonio Pujía, León Ferrari e Diana Aisemberg, ma il suo lavoro non segue alcuna scuola formale. Si muove liberamente tra ceramica, collage, stencil e assemblaggio. La sua estetica si nutre di ciò che altri scartano: manifesti stradali, scarti di ferro, gambe di mobili, bronzi e legno invecchiato. Un cassonetto è stato il suo primo museo. Poi sono arrivati i mercatini delle pulci, dove continua a collezionare resti per i suoi pezzi unici.
Nelle sue opere, cani, uccelli, musicisti, regine, cavalli e maghi coesistono, come se ogni figura emergesse da una storia più antica dell'oggetto stesso. Il suo repertorio è popolato di personaggi che emergono dal collage con la forza di un sogno lucido. Non cerca di imitare la realtà, ma di reincarnarne frammenti. Come ha descritto il curatore Rodrigo Alonso, la sua arte è una "filosofia vitale", un gesto che sfida il consumismo e abbraccia la possibilità di far rivivere ciò che è dimenticato.
Il colore, presente con sorprendente intensità nelle sue opere recenti, è arrivato attraverso un cambiamento interiore: l'incontro con Milo Lockett, che ha ridefinito non solo la sua tavolozza, ma anche il suo modo di condividere il suo universo. Da allora, l'opera di Yeyati pulsa di un'energia più giocosa, senza perdere la sua profondità simbolica.
Yeyati non si limita a creare immagini: costruisce un'archeologia emozionale a partire dai resti della vita quotidiana. Ogni opera è una storia fatta di tempo, memoria e scarti; un atto di salvataggio che restituisce umanità alla materia. Da quel gesto – profondamente plastico e profondamente umano – la sua arte parla a chi è disposto a guardare oltre la superficie.
Recensioni dei nostri clienti
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