Banana Republic #76, 2023
Stampe : serigrafia · 55 x 50 x 0.1 cm 21.7 x 19.7 x 0 inch
Spedizione e consegna
Spedito da: Francia
Consegna a: Italia , 20 €
Consegna stimata: Meno di una settimana
Reso gratuito entro 14 giorni, rimborso integrale
Autenticità garantita
Venduta con certificato di autenticità della galleria
Fattura della galleria Per saperne di più
Pagamento sicuro • Carta bancaria, Amex, PayPal...
- Carte bancarie (Visa, Mastercard)
- American Express
- PayPal
- Bonifico bancario
- Carta regalo
- Apple Pay / Google Pay
Tutti i pagamenti sono protetti da una convalida 3D Secure per garantire la protezione dei Suoi dati riservati.
Recensioni verificate : 9.6/10
A proposito dell'opera
Tipo
Stampe : numerata e limitata a 5 esemplari
1 esemplare disponibile
Condizione
Opera venduta in perfette condizioni, non incorniciata
Autenticità
Venduta con certificato di autenticità della galleria
Fattura della galleria
Firma
Opera firmata a mano
Tecnica e supporto
Dimensioni ( cm • inch )
55 x 50 x 0.1 cm 21.7 x 19.7 x 0 inch Altezza x Larghezza x Profondità
Venduta da
Galleria d'arte
Referenze
Venditore certificato dal 2017
Sconti
Questo venditore ti offre promozioni per acquisti multipli.
Descrizione
Quest'opera spinge all'estremo la logica della scimmia che si trasforma in una merce creata da se stessa.
Lo sfondo contrappone due figure. Da un lato, il primate ricoperto d'oro, incarnazione dello status sociale ridotto ad accumulazione visibile. Dall'altro, le scimmie della giungla, un richiamo caricaturale a un'origine che si preferisce relegare al folklore piuttosto che mettere in discussione.
Al centro, il personaggio sembra aver interiorizzato pienamente questa gerarchia. Il suo corpo è quasi assente. La sua identità è ridotta a pochi segni esteriori: un cappellino, occhiali e gioielli incastonati persino nella bocca. Anche la parola viene sostituita dalla brillantezza delle pietre preziose. L'opera suggerisce che l'ideale contemporaneo non sia più essere, e nemmeno possedere, ma mostrarsi nell'atto di possedere. La ricchezza non è più un mezzo; diventa il linguaggio stesso.
Il contrasto con lo sfondo è essenziale. Dietro l'artificiale sofisticatezza rimane una rappresentazione cruda dell'animale. Più il personaggio cerca di distanziarsi da questa origine, più sembra assomigliarvi. L'ornamento si trasforma in una seconda gabbia. Come spesso accade in questa serie, la critica non è rivolta al lusso in sé, ma alla riduzione dell'esistenza a marcatori di valore intercambiabili. L'individuo scompare dietro i segni che accumula. Non resta che una vetrina ambulante, che esibisce il proprio prezzo mentre crede di esibire la propria unicità.
Quest'opera è probabilmente una delle più cupe della serie.
Lo sfondo accosta tre simboli: il denaro (Monkey Money), un teschio rosa e un biglietto d'ingresso (Admit One). Insieme formano una semplice equazione: pagare per assistere alla propria scomparsa. Il consumatore non compra più un oggetto, un'esperienza o uno status; compra il proprio posto nel teatro del declino.
La figura centrale non esprime né gioia né successo. Digrigna i denti in una smorfia. Il suo viso è teso, contratto, quasi dolorante. Eppure, nel riflesso dei suoi occhiali, due funghi atomici esplodono simultaneamente. La catastrofe è diventata uno spettacolo affascinante. Lo sguardo non sfugge al collasso; lo contempla con una sorta di morboso godimento.
L'opera inverte così il rapporto tradizionale con la paura. L'apocalisse non è più un rischio da evitare. Diventa un prodotto culturale. Film, crisi, guerre, crolli economici, disastri climatici: tutto viene assorbito dalla medesima logica di consumo emotivo. Il personaggio non è un attore del disastro; ne è lo spettatore dipendente. Indossa l'uniforme anonima del mondo connesso, di colui che osserva ogni crisi attraverso uno schermo mentre continua a consumare il flusso che la alimenta.
Il teschio rosa rafforza ulteriormente questa idea. Persino la morte è diventata estetica, stilosa, "instagrammabile". La scomparsa della realtà si accompagna al suo abbellimento grafico. L'opera ritrae una civiltà che non crede più nel proprio futuro, ma continua a guardare alla propria combustione come a un intrattenimento premium. Dietro la smorfia della scimmia emerge allora una domanda più inquietante: se tutto diventa spettacolo, cosa rimarrà quando la realtà arriverà finalmente a bussare alla porta?
Presentazione
Karl Kox (1990) è un artista franco-belga, proveniente da una famiglia di intellettuali.
Uno stupido sicuro di sé con un background educativo caotico, lascia la famiglia abbastanza presto per "vedere il mondo"
Dopo diverse collaborazioni artistiche e una formazione come grafico, decide di mettersi in proprio.
Appassionato di arte digitale, si dedica alla sua carriera di artista dal 2022.
Recensioni dei nostri clienti
Tutte le nostre recensioni provengono da Recensioni verificate
Ti potrebbe piacere anche
Trust.iCon
Stampe . 70 x 60 x 0.2 cm Stampe . 27.6 x 23.6 x 0.1 inch
500 €
MVR
Stampe . 24 x 19 x 1 cm Stampe . 9.4 x 7.5 x 0.4 inch
395 €
Yoann Bonneville (YBA)
Stampe . 60 x 50 x 0.2 cm Stampe . 23.6 x 19.7 x 0.1 inch
410 €
Fabien Novarino
Stampe . 30 x 30 x 4 cm Stampe . 11.8 x 11.8 x 1.6 inch
199 €
Ian Philip
Stampe . 40 x 50 x 1 cm Stampe . 15.7 x 19.7 x 0.4 inch
290 €