Untitled, 2024
Disegno : Acquarello · 50 x 65 x 0.1 cm 19.7 x 25.6 x 0 inch
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Recensioni verificate : 9.6/10
A proposito dell'opera
Tipo
Disegno : Opera d’arte unica
Condizione
Opera venduta in perfette condizioni, non incorniciata
Autenticità
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Fattura della galleria
Firma
Opera firmata a mano
Tecnica e supporto
Acquarello su carta
Dimensioni ( cm • inch )
50 x 65 x 0.1 cm 19.7 x 25.6 x 0 inch Altezza x Larghezza x Profondità
Venduta da
Galleria d'arte
Referenze
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Descrizione
Acquerello su carta Canson 300 g
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Questa opera d'arte visivamente accattivante esemplifica il delicato equilibrio tra fluidità impressionistica e dinamismo astratto attraverso la sua magistrale manipolazione dell'acquarello. Il dipinto presenta un etereo bouquet di fiori che emergono con grazia da uno sfondo nebbioso, che si fonde perfettamente in uno spettro di tonalità tenui e tenui. La pennellata abile dell'artista è particolarmente degna di nota, creando un giocoso contrasto tra steli verde scuro e nitidi e la qualità diffusa, quasi traslucida dei colori circostanti. La caratteristica più sorprendente di questo pezzo è la giustapposizione di pennellate verde smeraldo intenso con accenni di viola e giallo pallido, che conferiscono alla composizione un senso di profondità e movimento. Questa interazione di colori non suggerisce semplicemente la bellezza naturale dei fiori, ma li trasforma in forme espressive, quasi fantastiche, che evocano una risposta emotiva. Ogni pennellata è intenzionale, contribuendo al senso generale di spontaneità e crescita organica. C'è una qualità accattivante nel modo in cui le forme sembrano fondersi l'una nell'altra, pur mantenendo le loro forme distinte, creando un'esperienza visiva serena ma rinvigorente. Lo sfondo bianco accentua la vivacità dei colori, consentendo a ogni tonalità di brillare con vivida chiarezza. In sostanza, questa opera d'arte si distingue per la sua armoniosa fusione di astrazione e realismo, offrendo una rinfrescante interpretazione della rappresentazione floreale. È un pezzo che invita gli spettatori a perdersi nella sua corroborante miscela di colori e forme, evocando un'atmosfera serena ma energica che è sia contemplativa che edificante.
Presentazione
Doina Vieru è un'artista ecuadoriana di origine moldava nata nel 1978 che vive e lavora a Parigi, Francia. Ha sempre preferito non/non/appassionatamente l'immagine alla parola e tutto questo nonostante gli attacchi di bartlebyismo. Tra “Preferirei di no”, matite, carta, PVC o metallo e altri strumenti appuntiti, il gioco resta il suo eterno preferito. Dopo aver studiato all'Accademia delle Arti di Chisinau e all'ENSBA di Parigi, ha lasciato l'Europa per l'Ecuador dove ha sviluppato il proprio linguaggio artistico tra le montagne e la giungla. Il suo ritorno nel 2019 a Parigi è segnato da un evento espositivo presso la galleria Nesle dove presenterà disegni sui tre livelli della galleria. Il suo lavoro, che è stato esposto regolarmente in Ecuador, Messico, Francia, Romania e Moldavia, affronta sempre l'indicibile.
È una specie di gioco a nascondino, racconta e taci. La sua produzione è seriale: dipinge di se stessa, delle sue gravidanze, al ritmo dell'Opus 35 di Čajkovskij o alla melanomania ricerca dell'oscurità. Nell'ultima serie di disegni si tratta di nascondere e distruggere la poesia giocando liberamente su grandi carte fotografiche a strati di storie sovrapposte - palinsesti - dove la scrittura inintelligibile si mescola al carboncino, all'inchiostro, agli acrilici bianchi e alla pietra nera. È la riscrittura del disastro, un riferimento diretto all'opera di Maurice Blanchot: “Quando tutto è detto, ciò che resta da dire è il disastro, la rovina della parola, il fallimento della scrittura, la voce che sussurra: questo che resta senza resto. »
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