Didier Amévi Ahadji
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Didier Amévi Ahadji

Andare • 1970

Biografia

Nato a Vogan, in Togo, nel 1970, Didier Ahadji ha espresso un talento precoce fin da giovanissimo. Ha progettato giocattoli per sé e per i suoi amici d'infanzia in vari materiali, in particolare in ferro. Da adolescente, ogni settimana si recava al mercato di Vogan per vendere le sue creazioni.


Nel 1994, ha deciso di diventare un “artista della saldatura” e di guadagnarsi da vivere con la sua vera passione, la creazione. Così, raccogliendo lattine e pezzi di automobili (tetti, porte, cofani), Didier Ahadji taglia, scolpisce, assembla, salda e dipinge il metallo. Come spesso accade in Africa, nulla va perduto e gli oggetti riciclati trovano nuova vita in una metempsicosi moderna e magica, spesso inaspettata.


Il tocco di Didier Ahadji lo distingue sulla scena dell'arte contemporanea. Le sue creazioni iperrealistiche in metallo evocano perfettamente la vita quotidiana nell'Africa nera (il lavoro, la frivolezza, le ingiustizie, i capricci e le gioie dell'esistenza, l'importanza delle tradizioni ancorate alla modernità, ecc.). Ci sfidano e ci affascinano.


Riconosciuto da importanti mostre in Giappone, Germania, Austria, Italia, Francia, Cuba... Le opere di Didier Ahadji fanno oggi parte di importanti collezioni pubbliche e private. A lui sono stati dedicati numerosi cataloghi, studi e pubblicazioni.

Didier Ahadji vive e lavora a Lomé (Togo).

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