Bernadette Broussal
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Bernadette Broussal

Francia

Biografia

Tradurre la città attraverso le sue masse e la sua struttura: interrogare la superficie pittorica, affermare la direzione del gesto e trasformare.

Autodidatta, Bernadette Broussal naviga tra espressione spontanea e conoscenza tecnica per rendere lo spazio della pagina bianca un universo eloquente, facendo emergere i suoi paesaggi urbani dal collage. A volte porto, a volte altrove, spesso familiare, si sforza di far vibrare la linea e il compito di armonizzarli sensibilmente.

Il mio occhio impara con ogni pennellata a determinare il significato del soggetto. La mia mano trova come trasporre sulla tela l'abbondanza di linee della città, le sagome dei suoi abitanti. La mia mente interroga la mia memoria per sapere da quale strumento otterrò i migliori risultati. Alla fine ciò che resta è la sensazione di una città scrutata a lungo: il gioco dei colori descrive il caldo, gli odori, i rumori. La vibrazione delle linee sviluppa il suo ritmo e il suo popolamento. Sulla pelle di un collage già fitto, trovo il primo hook della mia linea, quello che dice “c'era una volta…”.

La linea si dispiega aggrappandosi ai rilievi del collage. Lascio deviare la mano, lascio i silenzi, non asciugo le gocce, continuo ad andare avanti, scoprendo cosa gli spigoli del collage mi permettono di dire oppure no. Il disegno vibra a modo suo, la materia oppone resistenza alla linea necessaria per affermare la propria direzione o per sceglierne un'altra.

Le esitazioni della linea sono sincere quanto l'esitazione dello sguardo sull'oggetto del suo studio e della comprensione sull'oggetto della sua scoperta. Tradurre una moltitudine di dettagli in una massa coerente, scegliere, organizzare i gesti, ricordare la coerenza del soggetto... per rendere la mia traduzione la più eloquente e fedele al sentimento che provo riguardo a ciò che mi ispira così tanto.

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