Juliette Marie Regnier

Juliette Marie Regnier

Francia • 1986

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Biografia

“Contrasto, simboli, traccia, apparenza e cancellazione…” “Impegnarsi nel movimento dell'astrazione lirica, essendo per lei il linguaggio della libertà e dell'autoliberazione. Affascinata dalla trama delle superfici, decide di costruirla propri esperimenti con materiali pittorici. "La forineuse" raccoglie quindi diversi materiali che integra nei suoi colori. Spesso inizia queste creazioni ricoprendo opere realistiche con cui dipinge, come cancellando per ricominciare una storia di “frottage” e, come geroglifici, “incide” la sua rete di marcatori e codici personali: croci, porte e scale di cui decide di tenere traccia loro, scomparsi sulla tela come un modo per rendere loro omaggio, attraverso forme deludenti e danneggiate. Una rottura artistica, un viaggio interiore, ha provocato una sorta di shock per lasciare ora il posto a una maggiore astrazione lasciando spazio a gesti, movimenti, colori , le estensioni del corpo sulla tela giocando sugli strati materici, sui medium, sui sensi, con strumenti improbabili, meno convenzionali. Lavora principalmente con "materiali poveri" e utilizza tecniche di collage, raschiatura, lacerazione, strappo, combinando la pittura con polvere, sabbia o altri mezzi. “La raccoglitrice” che raccoglie qua e là ne ha fatto il suo nome d'arte. Raccoglie come a costituire un gabinetto di curiosità elementi simbolici che compaiono sulle tele come una forma di gioco a cui ci prestiamo facilmente: scarabocchi, schizzi, parole scritte a specchio, lettere, calligrafia, numeri, motivi...grafici segni in cui ognuno può ritrovare la propria storia, che nutre il proprio stile, la propria parola chiave: "lasciare tracce, sporcizia, caos ordinato..." e che "si rivolgono alla propria nipote interiore".

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