Myriam Boyé
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Myriam Boyé

Francia • 1999

Biografia

Quando ero piccolo, ho avuto l'incredibile opportunità che gli altri bambini non hanno necessariamente oggi, quella di stare a contatto con la natura. In questa natura, ho potuto esplorare e dispiegare i miei sensi. Ascoltando il canto degli uccelli, il ronzio, annusando i profumi delle bacche di sambuco, osservandone i colori e le forme...

Ho imparato ad accontentarmi del necessario, a meravigliarmi e a sviluppare la mia fantasia.

Essendo cresciuto in questo giardino boscoso e pieno di vita, ho stretto un legame speciale con la terra e le sue tante specie, tanto che un giorno, al ritorno da scuola, tutto questo posto meraviglioso è stato trovato distrutto.

In città, lontano da questo spazio pacifico, il mio rapporto con gli esseri viventi si è gradualmente affievolito.

Ma la mia storia è solo una, tra quelle di tanti esseri umani che perdono il loro significato, privati della loro essenza. E non riesco a immaginare come avrei percepito il mondo se mi avessero insegnato i nomi delle marche prima di quelli delle piante. Ho capito che bisogna prima imparare a conoscere, imparare ad amare, trovare dentro di sé la volontà di difendersi.

La fotografia allora è arrivata per me come una scelta obbligata, per permettermi di riallacciare questo legame perduto che tanto mi mancava. È il mio mezzo per trasmettere, offrire di vedere in modo diverso, meravigliarmi per apprezzare le cose semplici e riconnettermi con il vivo.

Chi sono io?

Oggi voglio piantare il mio seme, lavorando come fotografo presso La Graine Digitale.

Un'agenzia di comunicazione la cui vocazione è stabilirsi nel cuore di un'azienda agricola di permacultura e reinvestire il 100% dei suoi profitti per la rigenerazione del territorio e dei suoi collegamenti.

È parallelamente a questa attività che ho deciso di scoprire coloro che vivono in modo sobrio, gioioso e connesso, per trasmettere le mie scoperte, per cercare di stupire e ispirare!

Approccio artistico

Originariamente è stato come parte di un progetto di studio personale in BTS Photography e grazie a un piccolo seme seminato da Tanguy Descamps nel libro "Agir pour le Vivant", è nata l'idea del progetto Living Altrimenti.

“Le parole qui fanno eco a migliaia di abitanti della terra, orticoltori viventi del suolo e altri agitatori rurali, che stanno adottando nuovi modi di abitare il nostro pianeta.
Ridefinire il nostro posto è la sfida al centro di tutte le biforcazioni ecologiche, in particolare artistiche."

È così che ho iniziato un documentario fotografico, partendo dall'incontro con persone che vivono in habitat “alternativi”, attratte dai loro stili di vita.

Fortemente ispirato dal pensiero dell'antropologo Philippe Descola e da quello dell'autore Eric de Kermel, credo nel potere dell'immagine di innescare nuove dinamiche creative.

Mi piace vedere l'immagine come una finestra, che conduce ad altri universi e invita alla curiosità.
Mi piace questa frase di Eric de Kermel: “Quando ci meravigliamo, vogliamo capire, comprendendo vogliamo agire”.

Oggi voglio creare un libro per evidenziare i benefici che la connessione con gli esseri viventi e la sobrietà possono offrire agli esseri umani e alla biodiversità.
In questo libro vorrei presentare fotografie di luoghi scoperti e frasi di grande impatto e ispirazione dei loro abitanti, per aprirsi ad altre filosofie e altre prospettive.

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