Franck Brizzi
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Biografia
I colori della grazia
Liberata da tempo da un'imitazione che sembrava alienarla dalla pittura, la fotografia ha esplorato territori inaccessibili all'arte pittorica o da questa abbandonati nel corso dell'ultimo secolo. Tutti ricordiamo queste foto e queste sciocche cartoline vestite di colori dolci che da tempo rallegrano gli amanti del kitsch.
Tanto che ogni tentativo di colorare le foto si è rivelato permanentemente macchiato dall'obsolescenza. Ma in realtà questo modo antiquato di trattare la fotografia non è più all’ordine del giorno.
Laddove si trattava di scimmiottare la pittura donando colore alle foto, come si dice di chi è in fase di guarigione, Franck Brizzi, senza la minima arretratezza, si propone di interpretare il tempo in modo diverso...
Anche se si ispira ad un certo classicismo pittorico, il suo modello non si proietta in un'epoca sublimata, sbiadita.
Vuole essere decisamente contemporaneo. E il gioco dell'artista consiste nel liberarlo dal tempo che passa, o in via di passaggio, anche se lo statuto ineffabile che è suo, quello del momento dello scatto, gli impone di entrare nella durata del fotografo. Perché procede in dieci passaggi attorno a una tecnica che richiede una settimana di lavoro per foto, combinando la stampa analogica in bianco e nero e argento con la colorazione, per ottenere infine una fluidità vicina all'acquerello.
Certo, la foto non ferma il tempo in un'immagine, ma mostra in superficie il vuoto che cattura. Il colore affascina l'occhio perché dà l'illusione di reincarnare la modella.
Da qui l'emozione che emerge, ancorando il soggetto all'impermanenza delle cose.
Di qui anche la nostalgia per ciò che non c'è più o è sul punto di scomparire, certamente legata al referente immerso nell'antichità (l'etichetta kitsch) ma anche insita nella figura umana che resta soggetta alla propria tragedia.
Da qui infine questa impressione di malinconia, piena di tenerezza e di compassione per il soggetto al culmine di una consacrazione passeggera.
La fotografia nonostante le apparenze è l'arte della cancellazione, del paesaggio o del ritratto. Questi fotografi si sforzano di scongiurare il destino di trasformare il piombo in oro e la vita in grazia perpetua.
(Testo di Gilles Montelatici, Poeta e critico d'arte)
La biografia completa dell'artista e ulteriori novità possono essere scoperte sul sito della nostra galleria
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