"Mi piace raccontare storie nei miei quadri, con un elemento insolito o enigmatico che lascia allo spettatore la possibilità di ricamare il proprio mito. Come un frammento di una scena, con un prima e un dopo liberi di interpretazione, la parte che appartiene all'indicibile, alla percezione di tutti. Questa interazione apre nuove prospettive e mi dà nuove idee. Voglio mantenere una visione poetica del mondo che abbraccia l'eterno e l'immenso dominio della memoria e dell'immaginazione. Sono una camminatrice nata, una grande pedone. Questo piccolo gioco del vagabondare è diventato una costante esistenziale. Il mio occhio si lascia cullare da un tessuto, da un volto, da una postura, da un dettaglio e questo è l'inizio..." - Eleonora di Cellès.
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