Ho cercato a lungo spiegazioni “complicate” per il mio approccio artistico per giungere alla conclusione che provavo semplicemente sensazioni forti a contatto con il mio ambiente immediato. Il rumore di un treno che sfreccia nel silenzio della notte, un edificio collocato in uno spazio enigmatico o anche la densità di una notte creano inizialmente una sorta di faglia emotiva che poi cerco di rivivere su una tela o su un foglio. La forma pittorica onirica mi sembra la più appropriata per questo tipo di “visione” artistica. In un modo o nell'altro, queste sensazioni mi rimandano a diversi sentimenti specifici della condizione umana che tratto senza necessariamente far apparire l'umano attraverso la sua presenza fisica ma piuttosto attraverso echi interposti. La presenza della sagoma di una scimmia in alcuni dei miei disegni conferisce un'insolenza primitiva di fronte alle domande umane; come se quest'ultimo, in definitiva, avesse conservato una lucidità maggiore della nostra riguardo al tempo e al “sacro”. Attingo quindi alla vita di tutti i giorni ma anche alla musica e a diversi testi poetici o anche scientifici per ampliare la mia visione delle cose e farle evolvere verso cose più essenziali.
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