Nato in Ungheria, Szert dipinge la capitale con una stesura ingenua, che emana una strana purezza. La materia, attenta e tenera, il colore giusto e mai forzato, l'armonia cancellata, a volte sottolineata da accenti luminosi di giallo, omaggi alla vita sensuale del mondo, sono tutti elementi che si organizzano spontaneamente in melodie dal sapore misterioso. Stanco di astrarre, il pittore esplora le profondità dei suoi ricordi e lascia parlare la nostalgia. Il vero soggetto dei suoi dipinti è in realtà lui stesso, il suo sogno interiore, il suo dialogo con la Capitale. L'autonomia degli oggetti e dei colori e l'incredibile precisione grafica rivelano una tendenza alla malinconia, che fa di lui un pittore di grande sensibilità. Il miracolo di Szert è che, rinunciando a ogni pittoresco, a ogni effetto facile, conferisce ai suoi dipinti una meravigliosa poesia visiva.
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