Nato nel 1978 a Lione. Dopo aver studiato all'Ecole des Beaux Arts di Lione, mi sono concentrato sul lavoro su una certa dualità. Leggerezza e paradosso sono all'ordine del giorno dei miei lavori originali che riescono a sorprendere. Tra i limiti del reale e dell'assurdo, non cerco di rispondere a una richiesta artistica convenzionale né di adattarmi ai canoni estetici di questo o quel mezzo, stile o norma sociale, rispondo all'impulso espressivo quale anime. I miei lavori, molto singolari e accattivanti, hanno a che fare con mitologie immaginarie, vagamente ispirate magari a divinità indiane, asiatiche, africane o australiane, disegni alchemici, icone e immagini pie. Si inventano nei rapporti più disparati per fondare un'immagine essenzialmente dedicata alla celebrazione della donna, della rotondità e della fertilità. La donna come delizioso ombelico del mondo. Le donne come garanzia di un mondo vivo e vitale. La celebrazione della donna radiosa tra la proliferazione dei suoi strumenti metafisici, splendida nel cuore delle sue sublimi fioriture di seni o fiori metonimici del sesso femminile. Ma anche l'opera, che canta la fertilità, esalta, in un bellissimo, pacifico e proliferante libro illustrato, le associazioni di immagini e forme falliche (torri, rettili), la celebrazione dell'accoppiamento (coppia di superbi uccelli) e quella delle femmine fertilità, aerea, rappresentata ad esempio da una superba femmina di uccello che porta un bambino a distanza di un braccio. Anche lì, nell’attraversare le frontiere, l’umanità e l’animalità si incontrano o si riconciliano. Da qui nasce senza dubbio questa rappresentazione della sfinge (creatura femminile ibrida tra essere e animale, aereo e terrestre), che presenta un albero della vita davanti a un teschio, esacerbando questa idea della donna che afferma la vita contro i segni della morte, nuova fioritura sulla decrepitezza
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