Scultura in bronzo
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Ferit Iscan visse a Parigi dove frequentò alcuni pittori di origine turca anch'essi residenti a Parigi, come Erdal Alantar, Mübin Orhon e Albert Bitran. Fu anche amico di altri pittori come Jean-Pierre Cassigneul, François Aubrun e Claude Clavel.
All'inizio degli anni '60, intraprende una ricerca incentrata sulla disposizione simultanea di una miriade di tocchi colorati, che già rappresentavano una figura travestita, prima di esplodere, a partire dal 1967, in fuochi d'artificio dove prevarrà soprattutto il blu, con la comparsa di sagome in queste nuove composizioni, spesso rappresentano anime torturate con sembianze di ectoplasma.
Una svolta radicale avviene nel 1970, anno a partire dal quale Ferit si confronta con figure e prospettive geometriche, collocate direttamente su colori ribollenti.
La fine degli anni '70 lascerà gradualmente il posto a paesaggi, nature morte, scene in studio e persino nudi, dove domina la luce, come suggerito.
Bibliografia:
Ferit Iscan, Retrospettiva di un'opera eccezionale – Kerem Topuz - 2010
Opera bilingue, dedicata ad un grande artista di origine turca della Scuola di Parigi, Ferit Iscan.
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