Série Mémoires, N°102, Circa 2020
Scultura : Materiale organico, assemblaggio · 20 x 15 x 3 cm 7.9 x 5.9 x 1.2 inch
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Recensioni verificate : 9.6/10
A proposito dell'opera
Tipo
Scultura : Opera d’arte unica
Condizione
Opera venduta in perfette condizioni
Autenticità
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Fattura della galleria
Firma
Non firmato
Tecnica e supporto
Materiale organico , assemblaggio , Senza base
Dimensioni ( cm • inch )
20 x 15 x 3 cm 7.9 x 5.9 x 1.2 inch Altezza x Larghezza x Profondità
Venduta da
Galleria d'arte
Referenze
Venditore certificato dal 2018
Descrizione
Nella serie "Memories", n. 102, Petra Werlé dà nuova vita a due bambine anonime tratte da una vecchia fotografia, utilizzando il suo materiale preferito: le briciole di pane. I loro piccoli volti e le loro mani scolpite emergono dall'immagine, trasformando un ritratto statico in un tableau strano, tenero e leggermente inquietante. I loro copricapi piumati e i delicati bouquet aggiungono una dimensione quasi rituale, come se fossero in bilico tra l'innocenza dell'infanzia e un mondo più onirico.
Le figure di briciole di pane di Werlé portano sempre con sé un tocco di umorismo e fragilità, e qui si fondono perfettamente con l'ambientazione vintage della vecchia fotografia. L'insieme diventa un oggetto ibrido – fotografia e scultura al tempo stesso – in cui la memoria si materializza, materica e sottilmente inquietante.
Presentazione
Figlia di un marinaio, Pétra Werlé è nata nel 1956 a Strasburgo e ha trascorso i suoi primi anni tra Basilea e Rotterdam sulla barca di famiglia. All'età di vent'anni iniziò a scolpire i suoi primi personaggi dalle briciole di pane e da allora si dedicò a quest'arte unica. Nel 1997 decide di stabilirsi nella regione parigina. Se tutta la sua opera ha come materia principale il pane, si offre tuttavia una parentesi con "Storia(e) naturale(i)" e "Sulla natura delle cose" composta da elementi come farfalle, scarafaggi, piume di uccelli, conchiglie, fiori e muschio…
Parentesi chiusa, dal 2010 continua instancabilmente e con passione a lavorare solo il pane per mostrare nuovi mondi.
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