Sylvain Copete

Sylvain Copete

Francia • 1964

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Biografia

Il mio ideale di libertà implica una diversità di espressioni e un approccio istintivo ai materiali. L'importanza, in una tecnica, sta nel modo in cui ci si appropria di essa. Pertanto, invento delle "abilità" per me stesso. Il mio lavoro creativo è una serie di esperimenti, un insieme in movimento che vive imperiosamente in base al grado di divertimento che mi procura.

Fotografia (sfocata, con effetto motion-shifting, lomografia) e stampa (riproduzione delle mie fotografie) sono per me inscindibili. La scultura con oggetti di recupero (polistirolo, maschere), il disegno (pennarelli, matite), la pittura (acrilico), sono variazioni di temi ricorrenti: ritratti, reali o immaginari, maschere, l'umano presentato nelle sue molteplici forme. Dipingo, scolpisco, fotografo o riproduco in serie, concedendomi il piacere delle variazioni. La serie presentata di dieci "Portraits Basquiaises" (su un totale di ventotto) è stata realizzata nell'autunno-inverno del 2011, durante le cupe "tappe VRP" dei tour commerciali che ho fatto per il mio lavoro. In riferimento a J.M. Basquiat, che ammiro ancora. Il tema del ritratto immaginario è una ricorrenza, di ordine ontologico e di valore universale. C'è il desiderio di ricostruire un mondo frammentato, di trasformarlo in una figura ricomposta, visibilmente umana.

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