Nato il 1 febbraio 1945 a Parigi, Patrick Bailly-Maitre-Grand, dopo studi scientifici (laureato Master in Scienze Fisiche nel 1969) e dieci anni dedicati alla pittura, ha lavorato con strumenti fotografici. I suoi lavori, rigorosamente analogici, su pellicola in bianco e nero, sono caratterizzati da un'immaginazione giocosa, associata al gusto per tecnologie complesse come il dagherrotipo, la perifotografia, la strobofotografia, il viraggio chimico, i monotipi diretti, i rayogrammi e altre sue invenzioni. (vedi lessico). Fuggendo la nozione di prospettiva, le sue immagini, sebbene molto sofisticate nella loro elaborazione, presentano la semplificazione dei proverbi visivi, raffinati come gli haiku. Da 25 anni, Patrick Bailly-Maitre-Grand espone in tutto il mondo. Le sue opere sono presenti nelle collezioni di prestigiosi musei (Moma, New York. Centre Pompidou, Parigi. Fond National d'Art Contemporain. Sainsbury Centre, Norwich. Victoria Muséum, Melbourne ecc...). Il suo lavoro (puramente analogico) è caratterizzato da una fertile immaginazione, associata al gusto per tecnologie e tecniche complesse. Fuggendo ogni nozione di prospettiva, le sue immagini sono condensate sotto forma di proverbi visivi, raffinati come haiku. Nel lavoro di Patrick Bailly-Maitre-Grand, l'illusione fotografica è costantemente in equilibrio tra rigore scientifico e tecnologico ed estetismo poetico tradotto con umorismo. La sua fantasia sembra senza limiti ma priva di orpelli decorativi o realistici che non fanno più sognare.
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