Véronique Faravel

Véronique Faravel

Francia • 1973

Nazionalità

Biografia

Véronique Faravel è nata il 27 aprile 1973 in Provenza dove vive ancora oggi. La sua passione per la pittura nasce fin dalla prima infanzia. Da più giovane amava dipingere, riprodurre i quadri di Cézanne, osservare la natura per meglio immergersi in essa. Individuata molto presto da un insegnante che voleva farla studiare belle arti, la sua famiglia non le permetteva di intraprendere la via della creazione perché, secondo loro, non era una “vera professione”. Dopo un percorso professionale lontano dalla pittura, un percorso e una maturazione interiore, prende coscienza del suo impellente bisogno di creare, di dare vita alla sua interiorità.

Ora si dedica alla sua passione, a realizzare il suo sogno. Il fuoco interiore che la anima la guida pienamente nel percorso artistico. Ciò che la fa vibrare nella pittura astratta è la libertà di esprimere la sua fantasia, il suo intuito, la sua spontaneità, di essere creativa con miscele e

essere un colorista delle possibilità. Per lei dipingere è mettere sulla tela il contenuto del nostro mondo, mostrare ciò che è nascosto ed evidenziare la Vita entrando nel movimento, nel flusso dell'energia creativa. Essere nella pittura è sperimentare una danza, una trance che ci collega tra Cielo e Terra e ci guida nella nostra creazione. La pittura diventa allora un secondo respiro, una connessione con gli elementi e con se stessi. Intorno allora non esiste più nulla, solo l'interfaccia è lì e lo trasporta. Da questo viaggio nasce il movimento che si materializza sulla tela, le forme prendono vita, si animano, il colore emerge per donare l'intensità della luce, fonte luminosa di Vita, nascita e libertà. Posiziona la pittura ad olio con un coltello, come si metterebbero delle note su uno spartito. L'olio gli permette di dare libero sfogo alla sua fantasia, dandogli il tempo di giocare con la materia, di trasformarla, di ritornarvi estendendo la dinamica del movimento, del gesto.

In questi momenti di osmosi con la tela, dove tutto sfugge al pensiero, alla volontà, dove parla solo l'anima, non è più lei a scegliere i colori ma sono i colori a scegliere lei. Questa danza dei coltelli risponde ad una melodia interiore che esprime l'energia della Vita Lì è presente la trascendenza.

Le piace dire che: creare un mondo non è forse dare vita al mondo? La pittura è soprattutto per Véronique una questione di cuore, di anima, un momento di condivisione con gli altri. L'intensità messa nel dipingere una tela è un'importante fonte di vibrazione, di energia affinché chi guarda la tela si senta in uno stato di benessere e ritrovi lo stato iniziale di connessione, unità, armonia. Essere nella pittura, nascere nella pittura è un rapporto invisibile che si intreccia tra il pittore, la tela e chi la guarda. Un rapporto tripartito che ci accompagna verso un'avventura umana e che ci trasporta oltre i confini dello spazio e del tempo. Spariscono le barriere, si ritrova l’unità. È questa riconnessione al suo essere interiore, che chiede di esprimersi da tanti anni, che gli permette di vivere oggi una meravigliosa avventura umana. Avventura che prosegue in Cina da un anno. Quattro viaggi nel Regno di Mezzo che gli hanno permesso ogni volta di incontrare numerosi artisti cinesi tra cui An Qibang e la stilista Mary Hu. La Cina è per lei un momento importante nella sua evoluzione artistica, è una fonte di trasformazione che le ha permesso di lasciarsi trasportare dal movimento, dall'energia di cui l'Asia possiede il segreto. Un'energia così potente che ti trasporta, ti trasforma, ti riconnette. Colori, odori, cibo, persone, templi, filosofia cinese, Confucio, Lao Tzu,… sono innescatori di emozioni e connessioni. Incontrare ventinove pittori cinesi durante la sua mostra a Shanghai nel marzo 2018 è stato uno straordinario momento di scambio e condivisione.

Sottolinea che l'Arte permette di scoprire gli altri, di scoprire noi stessi, unisce oltre i confini, crea un linguaggio universale dove tutte le barriere sono abolite. Tutti questi sentimenti, questi sentimenti sono impregnati, infusi, partecipano ad una maturazione interiore, a una trasformazione per prendere finalmente vita sulla tela come condivisione e ringraziamento alla bellezza del mondo. Tutti questi incontri, queste scoperte, questi paesaggi si trasformano nel suo essere, si imprimono per diventare uno straordinario database che si concretizza e prende vita nei suoi dipinti.

L'inconscio si materializza allora come per magia sulla tela, questo inconscio che ci chiede, come una guida, di cambiare, di adattarci, di cogliere le opportunità della Vita, di vivere la transizione e di accogliere con saggezza e fiducia il cambiamento. Il suo impegno e coinvolgimento nella causa dei bambini hanno fatto sì che la cooperazione sino-francese, attraverso “One Show”, le abbia conferito, lo scorso novembre, il titolo di Ambasciatrice della Beneficenza.

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