Innocenzo Melani

Innocenzo Melani

Italia • 1933 - 2010

Nazionalità

Biografia

(Milano 1933, Spilimbergo 2010)
Innocenzo Melani è stato un pittore importante e molto apprezzato negli anni '70 e '80.
Il suo nome è legato al suo specifico primato di pittore italiano contemporaneo più venduto nelle riproduzioni dei suoi dipinti, le sue litografie hanno venduto più di trenta milioni di copie in tutto il mondo, era raro non vedere in una casa almeno una riproduzione di un dipinto di Innocenzo Melani, soprattutto dei soggetti che lo avevano reso celebre: figure femminili aggraziate, con grandi cappelli e un volto indefinito o paesaggi malconci e romantici.
Nato nel 1933 a Milano, la sua grande passione e l'innata propensione per il disegno si manifestano già alle elementari, e da ragazzo lo coltivano frequentando la scuola d'arte, lavorando in una tipografia e dipingendo di tutto su qualsiasi supporto gli capitasse a tiro, come su tavolette di legno staccate dai mobili di casa, con grande disperazione della madre.
Fu scoperto dal notaio Olivares, importante figura dell'alta società milanese, che lo aiutò a realizzare con successo la sua prima mostra presso la galleria "Al Cenacolo dei Longobardi", da qui, di mostra in mostra, iniziò il successo dell'artista, culminato nella mostra all'Hotel Hilton di Milano, porta e crocevia internazionale dell'arte di quel periodo.
Il suo successo fu dovuto anche alla particolare amicizia con Giusy Achilli, titolare di una delle più importanti concessionarie italiane di auto di prestigio (Roll Royce, ecc.), che lo introdusse nell'alta finanza e nella moda milanese: divennero suoi clienti facoltosi imprenditori, finanzieri e personaggi noti della cronaca dell'epoca.
La sua pittura limpida e poetica è molto apprezzata dal pubblico e molti industriali brianzoli collezionano i suoi quadri e li espongono in bella vista nei saloni delle loro sontuose ville; grandi case editrici come Ricordi si aggiudicano i diritti per riprodurre in massa i suoi dipinti su litografie.
Verso la fine degli anni '90 inizia il declino, le mode cambiano: è il momento dell'arte astratta, l'arte figurativa, soprattutto quella legata al genere romantico, entra nell'oblio sia del pubblico che della critica, Melani lascia la sua Milano e si rifugia con la sua Mina, modella di centinaia delle sue tele, per vivere l'autunno della sua vita in tranquillità e serenità, con la sua arte ancora rigogliosa, a Domanins, uno sperduto paesino del Friuli, dove concluderà il resto della sua vita.
La sua arte, definita sognante, è a metà strada tra il neorealismo e il divisionismo, ma assolutamente non catalogabile, i suoi paesaggi, dai tenui colori pastello e madreperla, emanano una luce bellissima e intensa, i suoi orizzonti sono lontani e limpidi, e le donne, tante donne, sono figure esili e slanciate, flessuose ed evanescenti, coperte da lunghi abiti, adornate di fiori e ornate da grandi cappelli di paglia sono questi i motivi prediletti della sua espressione artistica.
“Ma il pubblico non sa che dagli studi altissimi, dalle finestre a abbaino con tante scale da salire per arrivarci, emerge un'umanità infinita che nessun denaro potrà mai comprare e pagare abbastanza; la tua finezza, la tua sofferenza, quella di un artista che ci fa fermare a contemplare una realtà ormai sbiadita in un mondo nostro, che ha troppa fretta, che vuole vivere troppo intensamente, una realtà voluta e creata da te, il pittore della FINEZZA"
-Giuseppe Pedrotti-

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