Dopo aver lavorato come autore e regista in teatro, televisione e cinema, Max Papeschi è diventato artista e si è confrontato con l'arte digitale. Da artista iconoclasta, il suo successo sulla scena artistica contemporanea fu immediato, divenendo un artista adorato sia dal pubblico che dalla critica. Il suo lavoro anticonformista e ironicamente realistico descrive una società globalizzata e consumistica che rivela gli orrori e le contraddizioni del mondo contemporaneo e del nostro passato prossimo. Da “NaziFuckingMouse” a “Ronald The Butcher Boy”, le icone cult perdono la loro tranquillizzante neutralità mediatica e si trasformano in un vero e proprio incubo collettivo. Il suo lavoro è stato esposto in tutto il mondo e in numerose gallerie e fiere d'arte internazionali.
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