Sebastian Hosu

Sebastian Hosu

Romania • 1988

Nazionalità

Biografia

La pittura di Sébastien ha a che fare con la realtà: la sua realtà. Ciò include anche la sua idea di natura, che a sua volta è espressione di questa realtà.

Comprende la natura come una presenza nella pittura, archetipica e non illustrativa. Ma cos’è la natura? Qualcosa che ci precede e al quale apparteniamo? Sempre? Oppure è un'esperienza perduta da tempo, sostituita dalla realtà virtuale di oggi?

Sebastian cerca di rispondere a questa domanda non attraverso la mente razionale, ma attraverso la pittura. Nei suoi dipinti compaiono ricordi di una presenza naturale, dove i corpi di persone e animali, così come i paesaggi, sono intrisi di qualcosa di originale - come se lo scontro tra natura e cultura non si fosse mai prodotto. Se guardiamo da vicino, possiamo vedere che i corpi, anche se incompleti e frammentati, non sono né distorti né mutilati. Vengono assorbiti dall'energia in aumento. I corpi diventano paesaggio così come il paesaggio diventa corpo, in quanto si nutrono a vicenda. Di conseguenza, la gerarchia tra spazio e figura viene abolita.

Tuttavia il dato regge.
Grazie alla sua gravità resiste alla tendenza del nulla a divorarlo completamente. Questa pesantezza acquisisce anche una presenza fisica nei suoi dipinti: per mezzo di colori ad olio impastati che creano la propria fisicità. Anche la dimensione della tela di Sébastien gioca un ruolo importante: l'interazione fisica con il dipinto è da lui percepita più direttamente nei formati più grandi.

Non c’è uno sguardo nostalgico a uno stato precedente allo scontro tra natura e cultura, né l’illusione di un mondo sano. La sua pittura vive dell'instabilità che, attraverso la sua agitazione, rompe l'auspicata armonia tra la “carne verde” e l'immensità del paesaggio, portandoli in una contraddizione dialettica.

- Antonio Pauciulo, pittore

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