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Biografia
L'ampio raggio d'azione di Alyssa Fortin comprende ritratti, viaggi e fotografia artistica. Nota per i suoi ritratti intimi in bianco e nero e per le fotografie di viaggio dai colori vivaci, negli ultimi trent'anni Fortin si è concentrata sulla cattura di immagini potenti delle esperienze quotidiane delle persone che la circondano. Ispirata dalla bellezza naturale e spontanea delle persone e del mondo in cui viviamo, Fortin è una narratrice visiva che documenta il viaggio dei suoi soggetti, dei suoi amici e delle loro famiglie dalla nascita, alla crescita, all'invecchiamento e persino alla morte. Incoraggianti, tenere, stimolanti e talvolta inquietanti, le sue fotografie catturano i momenti più gioiosi, amorevoli, pieni di speranza e talvolta strazianti della vita dei suoi soggetti. Le sue opere toccano l'anima dei suoi soggetti e degli spettatori, creando connessioni senza tempo tra immagine e vita.
Fortin ha studiato l'arte della fotografia in bianco e nero mentre conseguiva una laurea in Belle Arti presso l'Università della Florida e in seguito un master in didattica artistica presso l'Università della Georgia. Per diversi anni ha insegnato fotografia e belle arti. Questi corsi comprendevano workshop di fotografia stenopeica, fotografia avanzata, arte 2D, arte 3D, disegno e pittura, integrando eventi di attualità, storia politica e dell'arte, e organizzando mostre collettive in luoghi come il King Center di Atlanta, in Georgia. Alyssa è influenzata dai fotografi americani Dorothea Lange, Walker Evans, Sally Mann, Annie Leibovitz e dalla fotografa neozelandese Niki Boon. Ha tratto ispirazione anche da un workshop con Cheryl Jacobs Nicolai nel 2002 per sviluppare le sue capacità cinematografiche.
È la combinazione della fragilità e della potenza del nostro pianeta e dei nostri corpi ad aver ispirato l'attuale lavoro di Fortin. Tre anni fa ha spostato la sua attenzione sulla produzione di opere d'arte di grande formato e di qualità museale. Viaggiando lungo la costa del New England, tira i bordi, esplorando la forma femminile negli spazi liminali, dove terra e aria incontrano l'acqua. Lavorando con ballerini di danza classica e maestri di yoga, spinge i suoi soggetti a sfidare la gravità, a trovare l'equilibrio attraverso la forza e la volontà, per poi arrendersi e immergersi. È lì, sott'acqua insieme ai suoi ballerini, che Fortin attinge a qualcosa di unico, offrendo uno scorcio di un altro universo. Dire che il suo lavoro cattura la forma femminile in tutta la sua forza e grazia, mentre scivola, fluttua e resta in equilibrio, è un eufemismo. Attraverso la sua narrazione visiva unica, in cui riporta in vita le eroine perdute delle tragedie classiche e occidentali, Fortin ha gettato giù l'obiettivo, trascinandoci con sé, per testimoniare e sperimentare ogni cosa: la speranza.
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